SPINGERE LA VITA
Questo รจ il terzo banchetto di Gesรน in casa di farisei, che pur fieri avversari del maestro, ne subivano al tempo stesso il fascino.
Il rabbi amava i banchetti, luogo perfetto dove raccontare parabole che anticipavano il Regno, per i giusti dโIsraele e per la gente dei crocicchi, per donne con vasi di profumo e farisei austeri e distaccati.
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La tavola di casa รจ il primo altare, per Gesรน. Lโunico: ogni casa ha un altare che raccoglie attorno a sรฉ sorrisi, confidenze, lacrime, perdoni e progetti. E sacrifici. Quello della chiesa viene dopo.
Mangiare insieme รจ il rito che ci fa umani, dove il cibo รจ sacro e il pane รจ sacramento, perchรฉ custodisce la cosa piรน sacra che esiste: la vita.
ร un dolore vedere troppe eucaristie che, invece di un banchetto di gioia e di condivisione, si trascinano come liturgie stanche che parlano solo di se stesse e a se stesse.
โDiceva loro una parabola, notando come sceglievano i primi postiโ.
La gente osserva Gesรน, e Gesรน osserva gli invitati. Un incrociarsi di sguardi, in quella sala che รจ la metafora della vita, piena di illusi, convinti che vivere sia prevalere sugli altri.
Quando sei invitato va a metterti allโultimo posto, non per falsa modestia o un basso concetto di te, ma per un rapporto diverso e creativo, dove non conta il piรน importante o prestigioso, ma chi spinge avanti la vita. Il nostro compito sulla terra รจ semplice: portare umilmente avanti la vita. Soprattutto la vita debole e minacciata.
Vai allโultimo posto: รจ il posto di Dio, del Dio crocifisso, che spinge il nostro mondo dentro il suo abbraccio.
Poi a colui che lโaveva invitato disse: Quando offri un pranzo non invitare parenti, amici, vicini, tu invita poveri, storpi, ciechi.
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Ma non farlo per sentirti buono. Anche la rosa รจ senza un perchรฉ, fiorisce perchรฉ fiorisce (A. Silesius), e lo fa anche sulle macerie, dove impavida prodiga il suo profumo. Lโusignolo canta anche se nessuno lo ascolta. Il monaco prega anche se nessuno lo sa.
Riempiti la casa di chi nessuno accoglie, e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiarti. Non hanno cose da darti, e allora ti daranno se stessi nella loro fragile gioia, perchรฉ ogni tenerezza gratuita e immeritata sussurra a chiunque di Dio. Arriva come un angelo e rende piรน affettuosa la vita, piรน leggero il lungo dolore.
Solo l’amore che non ha bisogno di passare allโincasso รจ capace di riempire di speranza i viventi, di vita il grande vuoto della terra, il suo grande buio.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
