p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 1 Maggio 2022

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Sorpresi da Gesรน: ยซMi ami piรน di tutti?ยป

Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 1 maggio 2022

Un’alba sul lago di Galilea. Quante albe nei racconti pasquali! Ma tutta ยซla nostra vita รจ un albeggiare continuo (Maria Zambrano), un progressivo sorgere della luce. Pietro e gli altri sei compagni si sono arresi, sono tornati indietro, alla vita di prima. Chiusa la parentesi di quei tre anni di strade, di vento, di sole, di parole come pane e come luce, di itineranza libera e felice, conclusa nel modo piรน drammatico. E i sette, ammainata la bandiera dei sogni, sono tornati alla legge del quotidiano.

ยซMa in quella notte non presero nullaยป. Notte senza stelle, notte amara, in cui in ogni riflesso d’onda pare loro di veder naufragare un sogno, un volto, una vita. In quell’albeggiare sul lago il miracolo non sta nel ripetersi di un’altra pesca straordinaria, sta in Pietro che si butta in acqua vestito, che nuota piรน forte che puรฒ, nell’ansia di un abbraccio, con il cuore che punta diritto verso quel piccolo fuoco sulla riva.

Dove Gesรน, come una madre, ha preparato una grigliata di pesce per i suoi amici. Poteva sedersi, aspettare il loro arrivo, starsene ad osservare, arrivare dopo, invece no, non trattiene la cura, non frena le attenzioni per loro: fuoco, braci, pesce, il tempo, le mani, il cibo. Si preoccupa di accoglierli bene, stanchi come sono, con qualcosa di buono.  […]

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NEL CIBO BUONO, L’AMORE

Eย dopo il cibo buono, dopo il pane e il pesce, la domanda delle domande, solenne e terribile: โ€œMi ami?โ€ Solo questo vale, solo questo conterร .

Gesรน รจ risorto, sta tornando al Padre, eppure implora amore, amore umano. Lui che ha detto a Maddalena: ยซnon mi trattenere, devo salireยป, รจ invece trattenuto sulla terra da un bisogno, da una fame umanissima e divina. Puรฒ andarsene se รจ rassicurato di essere amato.

Gesรน e Pietro in uno dei dialoghi piรน affasciยญnanti della letยญteratura: tre doยญmande, come nelยญla sera dei tradimenti, atยญtorno al fuoco nel cortile di Caifa, quando Cefa, la Rocยญcia, ebbe paura di una serยญva. E da parte di Simone tre dichiarazioni d’amore a riยญcomporre la sua innocenza, a guarirlo alla radice.

E dopo il cibo buono, preparato con cura, dopo il pane abbrustolito, un poโ€™ di pesce e di olio buono, la domanda delle domande, solenne e terribile: โ€œMi ami?โ€ Solo questo vale, solo questo conterร . Semplicitร  essenziale di parole che non bastano mai, perchรฉ la vita ne ha fame insaziabile.

Simone di Giovanni, mi ami piรน di costoro? Pietro sente il pianto salirgli in gola nel cercare una risposta a quella domanda enorme che lo fa tremare, e risponยญde dicendo sรฌ e no al tempo stesso. Non si misura con gli altri che sono lรฌ attorno al fuoco, non resta nei termini delยญla questione: infatti mentre Gesรน usa il verbo sublime dell’amore assoluยญto, lโ€™agape che tutto muove, Pietro risponde con il verbo umile, quotidiano, dell’amicizia e delยญยญl’affetto: ti voglio bene. Allora Gesรน incalza:

Simone figlio di Giovanยญni, mi ami? Gesรน ha capito la fatica dellโ€™amico, e cambia domanda, chiede di meno. Pietro risponde, ma come prima non sa parlare di amore, non osa, si agยญgrappa ancora all’amicizia, che conosce: io ti sono amiยญco, lo sai, ti voglio bene.

Nella terza domanda, Geยญsรน accetta che Pietro non riesca a riยญspondere sulla stessa lunghezza dโ€™onda, si avvicina al suo cuore incerto, ne accoglie il limite, e adotta il suo verbo: Pietro, mi vuoi bene?

Gli domanda l’affetto se l’aยญmore รจ troppo; l’amicizia alยญmeno, se l’amore mette paura; semplicemente un po’ di bene.

Gesรน dimostra autentico amore proprio rallenยญtando il passo sulla miยญsura del discepolo imperfetto, con tutta l’uยญmiltร  dell’aยญmore vero, con lโ€™umiltร  di Dio. Il maestro dimostra la sua grandezza dimenticando lo sfolgorio dell’agร pe e abbassandosi ogni volta a livello della sua creatura: l’amore vero si mette ai piedi dell’amato.

A Gesรน non interessa giudicare o assolvere; per lui nessun uomo coincide con i suoi peccati, nรฉ con le notti senza frutto; lui misura il valore della creatura a partire dal cuore, che lui intende ravvivare con il calore della sua presenza: โ€œstare vicino a me รจ stare vicino al fuocoโ€ , come afferma il Vangelo apocrifo di Tommaso.

Simone mostra la vera santitร : essa non consiste ย nellโ€™assenza di peccato, ma nel rinnovare la passione per Cristo, oggi, adesso, donando lโ€™amore che puoi, meglio che puoi, quello che hai.

Allora chiamami, Signore, so che non cerchi uomini infallibili, ma solo appassionati. Chiamami ancora e ti seguirรฒ.

AUTORE: p. Ermes Ronchi FONTE: Avvenire e PAGINA FACEBOOK