Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.
Bravagente…. Il Vangelo di questa domenica ci invita a chiedere al Signore “cosa vuoi che io faccia per te” come san Francesco capovolgiamo la domanda…. Coraggio e buona Domenica ….
Trascrizione, non rivista, del video.
Buonasera, buonasera, brava gente.
Non potevamo iniziare che con una straordinaria immagine voluta da Paolo VI, Mater Ecclesiae, Madre della Chiesa. E la Chiesa siamo noi, ciascuno di noi.
Vedete, sta per partire la processione, che si porterà poi sulla piazza della Basilica di San Pietro, su piazza San Pietro, e inizierà, come ogni sabato, il rosario. Qui c’è il segretario generale della fabbrica, Monsignor Pepe. Monsignore, Monsignore, saluti! Un attimo, eh. Eccoci qui.
Si porterà su questa processione. E allora ci affidiamo a Maria e vogliamo iniziare questo nuovo giorno dedicato al Signore con la Sua Madre:
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Come vedete, qui è tutto pronto. Questo è l’arco delle campane e ci sono i fedeli che si preparano con la fiaccolata. E ogni sabato, qui sulla piazza, c’è questa nuova grande tradizione che raccoglie davvero tanta gente. Vedete, stasera è davvero tanta.
Qui c’è il parroco. Eh sì, perché San Pietro è anche parrocchia. Padre Agnello, Fra Agnello, c’è tanta gente stasera, vero?
“Sì, sì, eccoci. La volta scorsa abbiamo distribuito 1700 flambeaux, non sono bastati. Stasera ci siamo attrezzati. Comunque, c’è tanta gente per pregare per la conclusione del sinodo. Infatti, uno dei padri sinodali stasera presiede: il Cardinal Giorgio Marengo.”
Cardinal Giorgio Marengo, che presiede la celebrazione. È il presidente della delegazione apostolica di Ulan Bator, in Mongolia. Quindi mi pare che sia anche uno dei cardinali più giovani, forse il più giovane dopo l’ultima nomina dei cardinali, però comunque sicuramente un giovane.
Grazie, Agnello. Allora, eccoci qua, quindi si stanno preparando. Vedete? Qui ci sono i Sanpietrini con la divisa classica della Basilica di San Pietro che attendono che arrivi l’immagine della Madonna. C’è un corteo, e man mano questa tradizione prenderà piede.
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Ora ci prepariamo. Eccoci qua, brava gente. Ci sono anche tantissimi giovani. Vediamo l’uscita della Madonna dall’arco delle campane e poi andiamo alla lettura del Vangelo.
Cristo delle Chiese contempliamo. Eccoci qua, l’Attendiamo insieme, poi ascolteremo la Parola del Figlio, brava gente.
E ancora:
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
E ora insieme ascoltiamo, brava gente.
In quel tempo, Gesù si presentò. In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva…
Eccoci qua. Perdonatemi, brava gente, ma il Vangelo della domenica…
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Udendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!” Molti lo rimproverarono perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!” Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo.” Chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio, alzati, ti chiama!” Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: “Che cosa vuoi che io faccia per te?” E il cieco rispose: “Rabbuni, che io veda di nuovo.” Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato.” E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Brava gente, vogliamo seguire Gesù? Vogliamo? Dalle postazioni in cui noi ci troviamo. Quali sono le nostre postazioni? Siamo un po’ tutti mendicanti: mendicanti dell’amore di Dio, mendicanti dell’amore umano, mendicanti di luce, mendicanti di tenerezza. E allora Gesù si rivolge a ciascuno di noi e ci sostiene, ma soprattutto ci pone la domanda: “Cosa vuoi che io faccia per te?”
Vorrei soffermarmi proprio su questa domanda, brava gente, su questa domanda: “Cosa vuoi che io faccia per te?” Credo che sia importante che questa domanda risuoni nel nostro cuore, risuoni in maniera forte, perché il Signore ci sta accanto, soprattutto nei momenti di sofferenza. Guai a ostacolare!
Vedete un po’ come hanno fatto alcune persone in questo episodio di Bartimeo, figlio di Timeo, cioè allontanare la sofferenza da Gesù. Allontanare un po’, come a volte facciamo noi, facendo finta che non la incontriamo, che non la vogliamo vedere. Eppure, lungo i bordi delle nostre strade quanta gente chiede aiuto, ma a volte anche vicino a noi, persone che ci sono accanto, e facciamo finta di niente.
Gesù invece si rivolge, non fa finta di niente, si rivolge a ciascuno di noi. Che io faccia per te. Partiamo però anche dal capovolgere questa domanda, e cioè che noi diciamo a Gesù: “Cosa vuoi che io faccia?”
E perché capovolgo questa domanda? Perché la vorrei commentare con le parole di San Francesco. Gente, quando all’inizio del suo cammino vive un momento difficile, un sogno particolare, lui sta andando in Puglia a combattere e riceve questo sogno, le parole di Gesù: “Cosa vuoi, chi vuoi servire, il servo o il padrone?” Vuoi andare a combattere, vuoi vivere la tua vita per me?
E Francesco capisce, ha come una luce che sta sbagliando strada, e torna indietro. E in quel momento dice: “Signore,” Ecco la domanda, la domanda di Francesco: “Signore, che vuoi che io faccia?” Ecco perché ho capovolto questa domanda, perché è bello che ciascuno di noi, sollecitato dalla sofferenza della vita, sollecitato dalle situazioni che vive, dica: “Signore, che vuoi che io faccia?”
Vedete perché ho capovolto la domanda e l’ho commentata con le parole di San Francesco? Intanto, perché significa che tutto quello che viviamo non è estraneo a noi. Tutto quello che sentiamo, non lo soffochiamo, siamo persone vive, quindi che si accorgono di tutte le cose che ci sono dentro e fuori.
Allora si pongono la domanda e la pongono al Signore: “Cosa vuoi che io faccia, Signore?”
E il Signore ci dirà: “Va’, che tu riceva la luce, va’, che tu ti spogli del superfluo. Va’ e vivi questa vita come fratello o sorella di tutto ciò che ci circonda.”
Mi fermo qui. È evidente che tutto questo può nascere, può sbocciare solamente da una grande consapevolezza, e sapete qual è questa consapevolezza? È la preghiera. Il grido di questo cieco nasce da una preghiera: “Signore Gesù, figlio del Dio vivente, abbi pietà di me.” Signore Gesù, figlio del Dio vivente, abbi pietà di me.
Qualcuno dice sia l’invocazione più antica, che poi la Chiesa ha messo all’inizio della celebrazione eucaristica, quando diciamo: “Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà.” È quasi il principio di ogni preghiera sentirsi poveri, sentirsi mendicanti non compiuti. E allora arriva, arriva il tesoro nella nostra mendicanza.
Mi fermo qui. Andiamo avanti, forti, forti, forti. Due cose allora: capovolgiamo la domanda, eh. Non “Signore, cosa puoi fare per me?” ma “Cosa io posso fare per te?” Perché sono certo che tu per me farai tutto. E poi l’importanza, la necessità e la bellezza della preghiera.
Mi fermo qui. Ci affidiamo a Maria.
