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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 1 Ottobre 2024

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

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Allora, eccoci qua. Buonasera brava gente! Ci siete? Sì, ci siamo. Vediamo chi è il primo stasera ad affacciarsi o la prima stasera ad affacciarsi. Vediamo un po’… Oh, mi devo mettere gli occhiali! “Via col vento oro”. Ecco qua, poi Kevin e Anna. Ecco qua, i primi tre. Allora, eccoci qua. “Via col vento oro”, che cos’è “Via col vento oro”? Allora, buonasera, buonasera brava gente. Eccoci qui.

Oggi è iniziato il Sinodo, quindi vogliamo pregare per questa grande assemblea della Chiesa, questo grande momento. Voi sapete che il Papa ci tiene molto a questo appuntamento, che durerà tutto il mese di ottobre, e inizia con una memoria straordinaria. Domani festeggiamo… Vediamo se vi ricordate, dovreste ricordarlo. Vediamo un po’… È una grande santa, una grande santa, e c’è un’affermazione tra i tanti suoi scritti che a me colpisce in maniera particolare. Vediamo un po’…

Buona serata, buona serata! Vediamo un po’… Chi si ricorda? Oggi, domani, primo ottobre, che santa festeggiamo? Vediamo un po’… Santa Teresina! Ecco qua: Annalisa, Adele… Sì, Santa Teresa! C’è una frase straordinaria nella Chiesa: “Desidero essere l’amore”. Io trovo questa espressione straordinaria, eh, straordinaria. Ce ne sono anche diverse: noi potremmo dire “essere l’amore nella società”.

Teresa aveva grandi ambizioni, grandi aspirazioni. Voleva essere contemplativa e attiva, apostola, dottore, missionaria. Ma il Signore le fece capire che c’è una sola strada per piacergli: farsi umili e piccoli, amarlo come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, cioè fidarsi di Dio. Fidarsi di Dio.

Ma andiamo avanti. Eccoci qua, eccoci qua, andiamo al motivo: i santi ci aiutano a vivere. L’altro ieri leggevo qualcosa di molto interessante di Papa Benedetto XVI. Allora cardinale Ratzinger, diceva che quando noi pensiamo alla Chiesa, noi dobbiamo pensare a noi, che siamo Chiesa, ai membri stessi della Chiesa, a coloro che vi operano, a coloro che hanno dato la vita per essa. E poi dobbiamo pensare in modo particolare ai santi, a questi modelli, perché loro ci aiutano davvero con la loro testimonianza a essere pienamente uomini o pienamente donne e pienamente Chiesa. L’ho trovato interessante, questa affermazione.

Ma andiamo al Vangelo. Dal Vangelo secondo Luca: mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso, ma essi non vollero riceverlo perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Ma Gesù si voltò, li rimproverò e si misero in cammino verso un altro villaggio.

Pochi versetti, brava gente, che ci dicono una cosa molto importante di Gesù, cioè che Gesù ci invita, quando vogliamo compiere un gesto, a prendere una ferma decisione. Quando ci sono da affrontare momenti difficili, o momenti importanti della vita, il modo migliore è affrontarli con decisione. È il modo migliore per crescere, attraversarli, viverli, e portare vita nella nostra vita. Altrimenti il rischio è di rimanere sempre impantanati, anche nel cammino spirituale.

Prendere la decisione, come fate voi, brava gente. Io ho preso questa decisione di vivere questo momento con la Parola. Credo di fare un servizio, prima a me stesso, lo ammetto: sono un po’ egoista in questo. E poi condivido con voi. E così anche voi nella vita: prendere una decisione e mantenerla. Credo che questo ci faccia uomini, ci faccia donne.

Quando si dice “parola d’onore”… Ecco, qui troviamo davvero Gesù che ci fa da specchio. La parola d’onore è prendere una ferma decisione e portarla a termine. Poi un altro aspetto: Gesù ci sta dicendo che nella vita c’è chi ci accoglie e chi non ci accoglie, chi ci vuole bene e chi no, chi ci stima e chi ci disistima. E questo non deve inquietarci, non deve scombussolare il nostro cammino. Non deve farci diventare vendicativi o cattivi.

Vedete, una delle cose più brutte nella vita è non essere accolti, non essere stimati. Arriva tac, è una fitta dentro, no? Ti senti rifiutato, ed è una delle cose più brutte che ci possa capitare, e che sicuramente è capitata a me, e penso anche a voi. E che tipo di reazione mettiamo in atto? Siamo lì a elemosinare: “Perché non mi ama? Perché non mi vuole bene? Perché non mi pensa? Perché non mi accoglie?”. Queste cose le fanno i bambini.

Gesù ci dice: se non ci vogliono accogliere, andiamo oltre. Straordinario! Gesù compie il gesto di venire da te, e poi c’è chi lo vuole accogliere e chi no.

Un ultimo aspetto, e concludo: parliamo del fuoco e dei discepoli, qui Giovanni e Giacomo. Giacomo si dice avesse un equilibrio straordinario. Giovanni era uno dei discepoli che ha dato la vita per Gesù, che lo amava in maniera forte, più degli altri. È colui che è rimasto sotto la croce, mentre gli altri discepoli, all’ultimo momento, se la sono svignata. Lui invece è rimasto lì. Insomma, stiamo parlando di uno dei discepoli più forti. Eppure, anche Giovanni ha avuto una reazione forte, quando dice: “Vuoi che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Gesù si voltò e li rimproverò, come a dire: “La violenza non ci appartiene”. Anche i discepoli, pur nutrendosi ogni giorno della Parola e dell’Eucaristia, non sono immuni da momenti di squilibrio. Dobbiamo vigilare su noi stessi e ricordarci di queste parole di Gesù: “Si voltò e li rimproverò”.

Mi fermo qui, brava gente. Forti, forti, forti!

Adesso gli auguri: eccoci qua! Da tutta la famiglia, in particolare dalla sorella Marzia, auguri di buon compleanno per Chiara! Salutiamo la famiglia Francese, Antonio Francese, e un abbraccio a tutti voi, a Marzia e a Chiara. Un abbraccione! Poi c’è la moglie di Marco, il nostro regista. Domani si inaugura il compleanno di Magdi. Quanta pazienza! Un saluto, un abbraccione, e sapete quanto vi voglio bene! Fate i bravi, eh?

E poi Annalisa e Genesio vorrebbero gli auguri per i loro 31 anni di matrimonio. Ogni bene e benedizione! Vi chiedo: qual è stato il segreto del vostro matrimonio? Mandatemi una lettera perché queste testimonianze sono importantissime.

Poi salutiamo Marianna e gli zii e i cuginetti del piccolo Valentino per il suo battesimo. Sei diventato figlio di Dio, Valentino! Andiamo avanti, bello mio! E dobbiamo dire alle giovani coppie che i figli vanno battezzati, mi raccomando! Non troviamo scuse balorde! Non transigiamo!

Mi fermo qui, brava gente.