L’ultimo salto di qualità
Cari fratelli e sorelle, San Paolo, nel brano della prima lettera ai Corinzi che ascolteremo Domenica 23 Febbraio afferma che il primo uomo, Adamo, (tratto dalla terra) divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo ( Cristo, che viene dal Cielo) divenne spirito datore di vita.
Per cercare di comprendere più profondamente questo mistero incredibile della nostra fede dobbiamo tenere presente che la differenza tra Adamo (il primo uomo) e Cristo (l’uomo nuovo) non è esteriore, ma interiore, cioè nel cuore, ma si manifesta, esteriormente, in molto modi.
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Adamo, “inquinato” nel profondo del suo cuore dalla superbia, percepisce se stesso come l’unico artefice del proprio destino. Accecato dall’orgoglio “vede” Dio come un tiranno da cui liberarsi per decidere autonomamente della propria vita; vede gli altri esseri umani come nemici da sconfiggere o “uomini e donne di serie B” da sottomettere e sfruttare; vede il pianeta come “terra di conquista” da depredare e sfruttare sempre di più.
Cristo, vero Dio e vero Uomo, il cui cuore è il vero Tempio dello Spirito-Amore “vede” in Dio, il Padre buono e misericordioso, Creatore del cielo e della terra, che fa sorgere il suo sole sui buoni e suo cattivi e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti; “vede” gli altri esseri umani come fratelli e sorelle da aiutare e salvare; “vede” il pianeta come il “giardino” da coltivare e custodire per tutte le generazioni future perché crescano in sapienza età e grazia per ritornare poi completamente trasformati nella Casa del Padre.
Infatti, la “Bella Notizia”, conclude San Paolo è che lo Spirito Santo ha iniziato un processo di trasformazione in noi per cui “come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste.”
