โTutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla genteโฆ Ma voi non fatevi chiamare rabbรฌ, perchรฉ uno solo รจ vostro maestro e voi siete tutti fratelliโ
Filatteri, frange, posti nelle sinagogheโฆ sono tutti segni relativi a preghiera e culto. Piccoli astucci di cuoio con dentro rotolini di pergamena recanti brani biblici, i filatteri sono da legare a braccia, mani e sul capo. Un segno dellโimportanza della Parola di Dio: โQuesti precetti che oggi ti do ti stiano fissi nel cuoreโฆ te li legherai alla mano come un segnoโฆโ (Dt 6,8-9). Cosรฌ le frange legate alla veste ricordano i comandamenti del Signore (Num 15,38-40). La sinagoga รจ poi luogo di preghiera, di ascolto e incontro con la Parola. Propria dei โmaestriโ (rabbi) รจ la funzione di insegnare la legge. Se questi segni non svolgono la funzione di ricordo e appello risultano svuotati, restano solo forme vuote di un culto esteriore.
I profeti hanno richiamato insistentemente contro la continua tentazione di dimenticare che la fede in Dio, la preghiera stessa chiede corrispondenza con la vita, non puรฒ essere concepita in modo separato dalla concretezza di un impegno, dal coinvolgimento dellโesistenza: โCessate di fare il male imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete lโoppresso, rendete giustizia allโorfano, difendete la causa della vedovaโ (Is 1,11,17). Gesรน riprende tale critica verso chi รจ maestro ma vive una religiositร chiusa e indifferente che non si traduce in comportamenti e testimonianza della fede.
La sua polemica รจ rivolta a quel modo di essere religiosi in cui grande enfasi ha lโesterioritร , il ruolo pubblico, la dimensione cultuale, la ricerca del successo e del riconoscimento sociale. Chi agisce in tal modo genera steccati, coltiva un senso di superioritร , assume criteri di esclusione e discriminazione. La religione รจ intesa come motivo di appartenenza, si fa possesso di gruppi che si concepiscono in contrasto con gli altri, genera attitudini di disprezzo verso lโaltro identificato come nemico. La tensione allโincontro con Dio โ che sempre sfugge ad ogni pretesa di tenerlo nelle proprie mani o nei propri pensieri โ si perde e si confonde in progetti umani: le energie si concentrano sulla ricerca del potere, sulla gestione di un dominio.
Gesรน chiede ai suoi di vivere in modo alternativo: disponibili a camminare in una conversione mai conclusa, non tranquilli e appagati ma consapevoli di non considerarsi mai โmaestri e di non farsi chiamare tali. Seguire Gesรน non apre a percorsi di carriera, ma fa vivere nella condizione di chi segue, รจ discepolo, orienta ad intendere la vita come quella di Gesรน stesso che si รจ fatto servo. Ciรฒ porta a rimanere in ascolto di Dio e degli altri, a mantenere il senso della fragilitร e della precarietร โ in questo senso fratelli e sorelle di tutti โ per lasciarsi istruire e guidare dalla Parola che rinvia sempre oltre i gretti confini di certezze date per scontate e di chiusure identitarie.
Si possono svuotare anche i segni che richiamano allโascolto della Parola di alleanza. Lโinvito di Gesรน รจ scorgere la gioia del dono del Dio che si fa vicino. Porre la sua presenza al centro, seguire Gesรน come unico maestro e guida rende cosรฌ anche attenti a relativizzare i tanti maestri e le tante guide che pretendono di essere tali, per non affidare la propria esistenza a chi la puรฒ esaurire e sfruttare. Gesรน indica di cercare la via della vita autentica. Propone il ribaltamento del modo di intendere lโautoritร e di pensare le gerarchie. โChi tra voi รจ piรน grande, sarร vostro servoโ.
Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.

