โFiglio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato piรน di un uomo generoso. Quanto piรน sei grande, tanto piรน fatti umileโฆโ.
Il libro di ben Sira appartiene ai libri sapienziali: le indicazioni che vengono offerte suggeriscono di vivere un orientamento della vita in rapporto con il Signore nel quotidiano. Eโ importante coltivare la consapevolezza che capacitร tutto viene da lui: lโattitudine di fondo da coltivare รจ la mitezza e ciรฒ che fa trovare grazia davanti a Dio รจ lโumiltร . Lโumiltร รจ la virtรน che fa rimanere con i piedi per terra (humus) considerando il senso del proprio limite.
Eโ il contrario dellโorgoglio e della superbia: tutto quello che abbiamo, facciamo o siamo non รจ proprietร o conquista ma รจ sempre esito di un dono ricevuto. Per questo chi รจ mite e umile accede ad un sapere che รจ nascosto agli orgogliosi: โMolti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segretiโ. La pianta del male รจ identificata con la superbia d cui derivano tutti i comportamenti che tendono ad affermarsi e a dominare gli altri, a ricercare potere e ad esercitarlo schiacciando gli altri. Ben Sira parla invece dela mitezza come attitudine che genera rapporti di amore.ย ย
La parabola di Gesรน รจ situata nella parte del vangelo di Luca in cui si parla del banchetto quale orizzonte della vita. Siamo chiamati ad un incontro con Dio di gioia e convivialitร e lโimmagine del banchetto esprime tale orizzonte ultimo, da coltivare nel presente. Gesรน partendo dallโosservazione della vita e il suo sguardo va a come gli invitati sceglievano i primi posti nella casa di uno dei capi dei farisei. Vede come spesso la ricerca dei primi posti assorbe tutte le energie. Chi sta ai primi posti รจ considerato da un punto di vista umano uno che emerge, che รจ capace, che รจ abile etcโฆ Gesรน capovolge questo modo di intendere la vita: propone un cambiamento radicale. Propone di passare da un modo di intendere la vita come conflitto e competizione per superare e dominare ad un modo altro, solidale, di intendere i rapporti.
Gesรน non offre solo un invito di ordine morale che smaschera lโarrivismo, la pretesa di essersi fatti da sรฉ, il vanto. Il messaggio profondo della parabola giunge a dire qualcosa del volto di Dio, il Padre. Eโ infatti โcolui che ti ha invitatoโ lโunico che puรฒ dire โAmico, passa piรน avanti!โ. Lโannuncio al centro della parabola รจ sul volto di Dio come โcolui che invitaโ. Dalla sua chiamata proviene tutto: Gesรน parla del dono della grazia di un Dio che chiama โamiciโ tutti coloro che desidera vicino a sรฉ nel condividere un banchetto di gioia.
- Pubblicitร -
Da qui deriva la chiamata a tradurre nella propria vita la testimonianza di questa scoperta: โQuando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici nรฉ i tuoi fratelli nรฉ i tuoi parenti nรฉ i ricchi vicini, perchรฉ a loro volta non ti invitino anchโessi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiartiโ. Gesรน propone ai suoi di prendere le parti di chi sta allโultimo posto, di chi รจ considerato da escludere o da tener fuori. Invitare chi non ha da ricambiare รจ assumere lo sguardo e lo stile di Dio che accoglie gli ultimi chiamando โamiciโ tutti coloro da cui non si puรฒ avere contraccambio: perchรฉ la gratuitร รจ il volto di Dio.
Per gentile concessione di p. Alessandro – dal suo blog.
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.

