p. Alessandro Cortesi opSono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
โIn quei giorni, Paolo e Bร rnaba ritornarono a Listra, Icรฒnio e Antiรฒchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede ยซperchรฉ โ dicevano โ dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioniยปโ.ย Restare saldi nella fede: รจ la fatica della prima comunitร e delle comunitร di ogni tempo. Cโรจ una difficoltร da affrontare: nella prova, nello sperimentare senso di inutilitร , nel fallimento, nelle ingiuste opposizioni e incomprensioni. Paolo e Barnaba confermano i discepoli. Ricordano loro che il cammino nel seguire Gesรน non toglie dalla tribolazione. Il percorso della fede non รจ garanzia di tranquillitร , ma passa per lโesperienza della prova. Nel racconto del viaggio รจ marcata lโinsistenza sullโaffidamento alla grazia di Dio, sul senso di fiducia nel Signore. โdi qui fecero vela per Antiรฒchia, lร dove erano stati affidati alla grazia di Dio per lโopera che avevano compiutoโ.ย La grazia dono del Risorto apre nuove strade e chiede una disponibilitร coraggiosa e libera a percorsi inediti, ad aperture che sono risposta alle continue chiamate del Signore, ad andare oltre. Lโagire di Dio per mezzo loro si manifesta laddove le porte vengono aperte, laddove si lascia spazio al correre della Parola: โAppena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fedeโ.
La pagina dellโApocalisse guida lo sguardo ad una visione di cittร : verso la nuova Gerusalemme. La cittร della pace รจ al centro di quadro segnato da un nuovo cielo e una nuova terra. Il mare โ simbolo di ogni forza del male โ non cโรจ piรน, dice la voce guida di questo testo che non รจ una fantasia sul futuro ma un testo profetico per vivere con responsabilitร nel presente. La cittร assume i tratti di un volto di donna, gioiosa e sorridente nella festa delle sue nozze. Gerusalemme, la cittร , appare come donna che va incontro al suo compagno. Eโ la gioia dellโalleanza. Tale visione indica un orizzonte finale. Eโ lรฌ il punto verso cui la storia tende. Gerusalemme come cittร รจ spazio dโincontro e di vita insieme condivisa. La visione profetica ย suggerisce che percorso della storia รจ orientato ad una comunione che รจ incontro con Dio e con gli altri. Cosรฌ la cittร che risplende di luce divieneย immagine di una comunitร aperta. Al centro della cittร , chiamata โdimora di Dio con gli uominiโ sta la presenzaย del Dio-con-noi. Eโ il nome dellโEmmanuele (Mt 1,23; Is 7,14) che richiama la promessa del Risorto, โecco io sono-con-voi tutti i giorni fino alla fine del mondoโ (Mt 28,20).
Le cose di prima sono passate: non cโรจ piรน la morte nรฉ lutto nรฉ lamento nรฉ affanno, un nuovo mondo iniziato. Tutto ciรฒ che arreca la guerra, dolore, morte, distruzione รจ lasciato alle spalle. Gerusalemme รจ cittร di pace: lโorizzonte ultimo della storia รจ incontro nella pace, nella comunione. Gerusalemme รจ grande metafora della cittร quale punto finale della storia. Ma รจ anche riferimento che deve guidare la fedeltร nella prova e nelle contraddizioni del presente, laddove le cittร sono distrutte dalla violenza della guerra e delle armi, per operare ad aprire i sentieri della pace.
Alla vigilia della sua morte sulla croce Gesรน lascia ai suoi il comandamento nuovo: manifesta la gloria di Dio in modo paradossale sulla croce. In quel luogo di dolore, segno della condanna e dellโinfamia si manifesta un amore con tratti unici: โavendo amato i suoi โฆ li amรฒ sino alla fineโ.ย Gesรน lascia ai suoi il comandamento che riassume e compie ogni altro, nuovo perchรฉ sempre da porre in atto nuovamente: โamate come io vi ho amatiโ. Non chiede di seguire un esempio, ma di trovare in lui la forza di vivere il servizio e la cura con gratuitร e di assumere il suo stile. Sarร proprio questo stile, di semplicitร e di accoglienza, la tessera di riconoscimento dei discepoli, non altre forme identitarie, abiti particolari o distintivi : โda questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altriโ. Vivere cosรฌ รจ porre i passi sulle tracce di Gesรน, รจ vivere nel tempo lโesperienza dellโincontro con Dio. Siamo chiamati ad affidarci a lui, ad accogliere innanzitutto questo amore che non tiene per sรฉ ma si spende per gli altri.



