Bartimeo
Per l’evangelista la cecità non è semplicemente un’infermità. È carica di valore simbolico.
Giovanni, al cap. 9, ci presenta tre casi di cecità. Il primo è la privazione di luce che colpisce ogni uomo: l’umanità caduta nelle tenebre. Il Cristo, luce del mondo, può illuminare e dare senso alla vita. La seconda specie di cecità è di colui che dinanzi a Cristo non lo riconosce. Rappresenta l’impotenza con cui noi non accettiamo la legge pasquale, il rifiuto dinanzi alla necessità della morte. La terza invece è catastrofica: rifiutare di vedere, chiudersi dinanzi alla luce. La prima è malattia, la seconda angoscia e la terza peccato.
Bartimeo è seduto e immobilizzato per la sua cecità. La strada è quella di Gerusalemme dove Gesù va per essere crocifisso. La Pasqua di Cristo, che sembra l’ora del trionfo delle tenebre, è l’ora dell’irruzione della luce. Anche Pietro insorge contro la prospettiva della passione annunciata da Cristo: anche lui è cieco. E Bartimeo rappresenta, vicino alla Pasqua, la cecità di ogni uomo, l’accecamento di tutti. L’accecamento che non manca molto ad entrare nella terza categoria descritta. Bartimeo non è soltanto immobilizzato, ma anche emarginato: seduto al bordo della strada, non è nella corrente di coloro che vanno verso Gerusalemme.
Avviene un duplice appello: Bartimeo che chiama Gesù e Gesù che chiama Bartimeo. Gesù stava camminando e si ferma. Interrompe il suo cammino verso la Glorificazione e prende tempo per integrare quest’uomo sulla sua strada. Bartimeo era fermo. Va verso Gesù e, con Gesù, va verso Gerusalemme. La folla numerosa è di ostacolo: vuol far tacere il cieco. Può essere perché è il solo a sapere della sua cecità. Sulla parola di Gesù la folla cambia atteggiamento. Gesù invita Bartimeo ad andare verso di lui. La chiamata indirizzata a Bartimeo gli arriva e arriva la fiducia (la fede): “Alzati! (la parola della resurrezione); ti chiama (l’attrazione creatrice di Dio che mette in movimento)”. Dio arriva all’uomo attraverso l’uomo (la folla).
L’itinerario del cieco. Vediamo come il desiderio di Bartimeo si sviluppa. All’inizio ciò che cerca è di sopravvivere (il mendicante). In seguito, reclama la pietà e ciò che vuole (vedere). Ed ecco Gesù gli rende la vista, ma aggiunge: “Va’! La tua fede ti ha salvato”. Il termine “salvato” è forte: sorpassa la cecità e la vista. Così Bartimeo non si contenta di vedere, ma “segue Gesù” sulla strada. Seguire Gesù significa andare lontano, fino alla resurrezione, fino al Padre.
In occasione di questa guarigione è passato qualcosa tra Gesù e quest’uomo: voleva trovare semplicemente la vista e ha trovato Gesù. Gesù è divenuto più importante di ciò che aveva domandato. Questa è la fede. Il “Figlio di David” è divenuto “Rabbuni”, “il maestro”, in attesa di divenire, per Bartimeo, il Figlio di Dio.
