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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 settembre 2026

Le beatitudini di Luca sono più scarne, più dure di quelle di Matteo. Non «poveri in spirito» ma «voi, poveri», senza attenuazioni. Non una condizione interiore ma una realtà concreta: la fame, le lacrime, l’odio degli uomini. E a queste realtà Gesù dice: beati.

Il paradosso è straniante. Gesù non dice che la povertà è bella, né che la sofferenza sia da ricercare. Dice però che chi si trova in quella condizione non è abbandonato da Dio, ma anzi è nella sua mente e nel suo cuore, al centro del suo sguardo.

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I “guai” sono il rovescio della medaglia: «Guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione». Non perché la ricchezza sia malvagia in sé, ma perché può diventare un muro che separa da Dio e dagli altri. Chi è già sazio, già stimato, già consolato da tutto rischia di non avere spazio per la gratuità del Regno.

C’è una domanda silenziosa che questo brano rivolge a ciascuno di noi: da quale parte mi trovo? Non come giudizio, ma come invito a un esame onesto.

Per Riflettere

Mi riconosco più nelle beatitudini o nei “guai” di questo Vangelo?
Da quale parte mi trovo oggi: tra chi attende tutto da Dio o tra chi pensa di bastare a se stesso?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi