Per voi, chi sono io?
Questa domanda di Gesù è esigente perché si attende una risposta che obbliga ad un autentico atto di fede. Non è una risposta che si trova nel catechismo o nello studio della teologia, ma esige una risposta personale, una risposta che mi impegna a dire chi è Cristo per me. Prima di rispondere è importante seguire il cammino evangelico per capire la pedagogia di Gesù.
Siamo al cap. 16 del vangelo. I discepoli hanno visto Gesù all’opera e anche le difficoltà che ha incontrato. La sua attività è pubblica e si parla di Lui, la sua fama lo precede.
Alla prima domanda le risposte declinano il cammino profetico: Elia o Geremia o addirittura il Battista redivivo. Così Gesù è percepito dalle folle: un grande profeta. La risposta non soddisfa Gesù per cui rinnova la domanda ai suoi discepoli che rispondono non più in maniera fenomenologica, ma esistenziale. Per tutti risponde Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente”. Buona risposta, dice Gesù e … ordina ai discepoli di non dire a nessuno che è il Messia.
La risposta è giusta nella formulazione, ma incompleta nella sua realizzazione. Sarà la continuazione del vangelo a prepararne la realizzazione.
La confessione di Pietro apre a due altre realtà, la prima è che la professione di fede non emana solo dall’uomo: “Non è la carne e il sangue che te lo hanno rivelato, ma il Padre” di Gesù che è nei cieli. San Paolo scriverà ai Corinti: “Nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non è con lo Spirito santo. L’autentica confessione di fede richiede il contatto con Dio.
L’altra è la Chiesa che trova il suo atto di nascita nelle parole di Gesù e il Primo degli Apostoli. Agisce bene nella Chiesa di Gesù chi si impegna nell’avventura di essere vicino a Pietro di far sue le sue decisioni e le sue parole. La costruzione appena edificata segna qui la sua solidità, costruita sulla pietra, sulla roccia, ma anche la fragilità richiamata dalla potenza della lotta facendo intravedere i conflitti, le prove i rifiuti e l’ostilità del mondo.
Siamo rinviati alla questione “Chi sono io?”. La Chiesa nella sua professione di fede ci da l’occasione di dire la propria fede autentica e nello stesso momento misura l’autenticità della nostra propria fede per sentirsi dire da Gesù “Beato sei tu”..
