È risorto!
C’ è una sola buona novella veramente nuova nella storia dell’umanità: un uomo è uscito dalla tomba. La fede in questo evento permette di guardare il mondo e la vita con uno sguardo unico. La grazia di essere cristiani è straordinaria. Ci obbliga a vivere secondo questa speranza impegnandoci a metterci a servizio di coloro che si sentono prigionieri della notte. Questa è la Buona Novella.
È la mattina di Pasqua. Maddalena viene anche da te e grida: “Ho visto il sepolcro vuoto. Cristo è vivo! È la Gloria del Risorto. Cristo mia Speranza è risorto!”.
“Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà”.
“Svegliati, mia anima, fin quando dormirai? Ascolta la Buona Novella che ti è giunta. Al di là dei cieli c’è un Re che è rapito dal tuo amore. Ti ama con tutto il cuore, ti ama senza misura. Ti ama così dolcemente che ti ha preferito così fedelmente che per te ha lasciato umilmente il suo Regno. Ti ha cercato e cercandoti ha sofferto di essere stato fermato come un ladro. Del suo amore per te ha pieno il cuore. Ti cerca così fortemente, ti desidera così dolcemente che ha offerto per te alla morte il suo corpo nel pieno degli anni. È Lui che ti ha lavato nel suo Sangue e ti ha liberato con la sua morte. Quanto ancora lo farai aspettare a rispondere al suo amore?”. Così scriveva Santa Gertrude, monaca benedettina, che si indirizza anche a te.
“Signore ti chiedo la Grazia che tutto cominci oggi. Che la mia vita si eternizzi in un presente offerto, donato e che non abbia più ritorno su me stesso, sul mio passato, nessun rimpianto sulle cose che non sono più, ma questa decisione di fare della mia vita un capolavoro di luce e di amore vivendo semplicemente in mezzo agli uomini, con la mia famiglia, nel mio ufficio, nella mia società con i suoi legami di solidarietà, sempre e semplicemente là, come una presenza che attesta quella vivente del Cristo Risorto e che porta la luce e il sorriso del suo Amore”. Risponde così per noi il mistico Maurice Zundel.
“Se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede e saremmo i più miserabili di tutti gli uomini” dice San Paolo, esprimendo la nostra condizione senza la resurrezione di Cristo, cioè senza la Speranza. Senza avere la certezza che finirà la guerra in Ucraina e che Putin morirà e sarà ricordato come un dittatore sanguinario, mentre la storia andrà avanti senza di lui dopo essersi liberata di lui. Saranno ricordate con umorismo le sue telefonate con Trump per dividersi il mondo. Le potenze del mondo scompariranno, denari, armi, strategie, e la storia continuerà fino alla fine quando tornerà definitivamente il Risorto a realizzare i veri sogni di ogni uomo. Questo ce lo assicura la Resurrezione di Cristo con cui è dimostrato che è stata vinta anche la morte.
Ma quando avverrà tutto questo? È ciò che si chiedeva Karol Wojtyla quando la sua patria era oppressa del regime comunista e la chiesa perseguitata: “Quanto tempo ancora Dio permetterà il comunismo?” E conclude nella sua autobiografia: “Non credevo che finisse così presto!”. È certo che tutto passa, soprattutto la morte che è stata vinta dalla Resurrezione di Cristo. A noi proclamare la sua vittoria e attendere che dica il suo “Basta!” alla stagione della tristezza e della guerra per cantare di nuovo l’Alleluja.
