Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 20 Agosto 2019

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Il commento alle letture del 20 Agosto 2019 a cura diย  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dellโ€™Arcidiocesi di Catanzaroโ€“Squillace (CZ).

Allora, chi puรฒ essere salvato?

Gdc 6,11-24a; Sal 84; Mt 19,23-30

Dopo che il ricco se ne รจ andato, Gesรน dice ai suoi discepoli: โ€œIn veritร , io vi dico: difficilmente un ricco entrerร  nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: รจ piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dioโ€. Viene annunziata per perdizione per quanti hanno ricchezza, o meglio, la grande difficoltร  che essi incontreranno sulla via che conduce nel regno eterno del nostro Dio. Dobbiamo perรฒ subito precisare che la perdizione perรฒ non รจ il frutto della rinuncia verso la perfezione prospettata da Cristo Signore. Essa ha radici molto piรน profonde.

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Se oggi non si รจ capaci di rinunciare ai beni per un bene piรน grande, domani si riuscirร  a rinunciare ai propri beni per non peccare? Quando il cuore รจ prigioniero dei suoi beni, riuscirร  a mantenere fede alla Legge dellโ€™alleanza? O piuttosto dalla ricchezza non sarร  costretto a dimenticare Dio e il prossimo? I beni di questo sono una prigione dalla quale non si esce per forze naturali, ma solo per grazia del nostro Dio e Signore. La ricchezza รจ un padrone esigente. Obbliga a consegnare ad essa tutta la vita. Non si accontenta del solo corpo, ma pretende anche anima e spirito. Quando spirito e anima sono date ad essa, non cโ€™รจ piรน speranza di salvezza. Il padrone vuole il loro totale sacrificio. Mente, cuore, sentimenti, fede, veritร , spariscono dallโ€™uomo. Tutto รจ visto ed operato in funzione della ricchezza. Da padrone essa si trasforma in tiranno. Per Gesรน lโ€™idolatria della ricchezza cancella Dio dal cuore e dalla mente. Ecco alcune considerazioni dei Libri Sapienziali sulla ricchezza e lโ€™esortazione di San Paolo:

Nessuno puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร  lโ€™uno e amerร  lโ€™altro, oppure si affezionerร  allโ€™uno e disprezzerร  lโ€™altro. Non potete servire Dio e la ricchezza (Mt 6,24). Non serve la ricchezza nel giorno della collera, ma la giustizia libera dalla morte (Pr 11, 4). Chi confida nella propria ricchezza cadrร ; i giusti invece verdeggeranno come foglie (Pr 11, 28). Tieni lontano da me falsitร  e menzogna, non darmi nรฉ povertร  nรฉ ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario (Pr 30, 8). La ricchezza รจ buona, se รจ senza peccato; la povertร  รจ cattiva a detta dell’empio (Sir 13, 24). L’insonnia per la ricchezza logora il corpo, l’affanno per essa distoglie il sonno (Sir 31, 1). A quelli che sono ricchi in questo mondo ordina di non essere orgogliosi, di non porre la speranza nellโ€™instabilitร  delle ricchezze, ma in Dio, che tutto ci dร  con abbondanza perchรฉ possiamo goderne. Facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: cosรฌ si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera (1Tm 6,17-19).

La salvezza del ricco รจ difficile, ma non impossibile. Essa รจ possibile se il ricco si converte alla Parola del Vangelo e, sostenuto dalla grazia di Dio, che lui dovrร  invocare senza alcuna interruzione, si lascerร  attrarre il cuore dai beni del cielo, mentre a poco a poco si distaccherร  dai beni della terra. Piรน si rivolgerร  verso lโ€™eternitร  e piรน abbandonerร  lโ€™effimero. La materia non sarร  piรน una tentazione per lui. Potrร  salvarsi.

Gesรน allora disse ai suoi discepoli: ยซIn veritร  io vi dico: difficilmente un ricco entrerร  nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: รจ piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dioยป. A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: ยซAllora, chi puรฒ essere salvato?ยป. Gesรน li guardรฒ e disse: ยซQuesto รจ impossibile agli uomini, ma a Dio tutto รจ possibileยป. Allora Pietro gli rispose: ยซEcco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?ยป. E Gesรน disse loro: ยซIn veritร  io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dellโ€™uomo sarร  seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribรน dโ€™Israele. Chiunque avrร  lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverร  cento volte tanto e avrร  in ereditร  la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

Gli Apostoli hanno lasciato tutto. Si sono posti alla sequela di Gesรน. La risposta giร  la conoscono. Tutto essi offrono a Gesรน di se stessi e tutto il Padre offre loro di se stesso. Al tutto dellโ€™uomo sempre il Signore risponde con il suo tutto. Il tutto di Dio รจ per tutto il tempo e per lโ€™eternitร . Tra il tutto dei discepoli e il tutto di Dio non cโ€™รจ confronto.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il nostro cuore sia attratto solo da Gesรน Signore.

Fonte@MonsDiBruno

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