Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Gennaio 2023

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MARTEDÌ 17 GENNAIO – II SETTIMANA T. O. [A]

«Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».

I pani dell’offerta erano cosa santissima. Nessuno ne poteva mangiare. Essi erano riservati ai sacerdoti, quando venivano sostituiti, all’ottavo giorno. Dinanzi alla fame di Davide e dei suoi compagni, il sacerdote non teme di darli loro da mangiare. Né pensa che con questo gesto avrebbe offeso il suo Signore: “Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimèlec. Achimèlec, trepidante, andò incontro a Davide e gli disse: «Perché sei solo e non c’è nessuno con te?». Rispose Davide al sacerdote Achimèlec: «Il re mi ha ordinato e mi ha detto: “Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando e di cui ti ho dato incarico”. Ai miei giovani ho dato appuntamento al tal posto. Ora però se hai sottomano cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare». Il sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri per i tuoi giovani, se si sono almeno astenuti dalle donne». Rispose Davide al sacerdote: «Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti dall’altro ieri. Quando mi misi in viaggio, il sesso dei giovani era in condizione di santità, sebbene si trattasse d’un viaggio profano; tanto più oggi». Il sacerdote gli diede il pane sacro, perché non c’era là altro pane che quello dell’offerta, ritirato dalla presenza del Signore, per mettervi pane fresco nel giorno in cui quello veniva tolto. Ma era là in quel giorno uno dei ministri di Saul, trattenuto presso il Signore, di nome Doeg, Edomita, capo dei pastori di Saul. Davide disse ad Achimèlec: «Non hai per caso sottomano una lancia o una spada? Io non ho preso con me né la mia spada né altre mie armi, perché l’incarico del re era urgente». Il sacerdote rispose: «Guarda, c’è la spada di Golia il Filisteo, che tu hai ucciso nella valle del Terebinto; è là dietro l’efod, avvolta in un manto. Se te la vuoi prendere, prendila, perché qui non c’è altra spada che questa». Rispose Davide: «Non ce n’è una migliore. Dammela» (1Sam 21,2-10).

Nella grande teologia morale del passato – oggi questa grande teologia morale è ridotta ad un cumulo di cenere e di polvere – si insegna che nella Legge del Signore sempre vanno distinti e separati i Comandamenti al negativo che sono assoluti e obbligano semper pro semper – non c’è nessuna ragione umana perché vengano trasgrediti – e i Comandamenti al positivo che obbligano semper, ma non pro semper. Essi non obbligano quando vi è una necessità superiore di amore. Onora il padre e la madre obbliga sempre. Quando vi è una necessità superiore di amore esso non obbliga più.

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Per questo Gesù può dire: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Tu vieni e seguimi”. Risuscitare un cuore alla vita del Vangelo è necessità superiore di amore. Così è per la Legge del Sabato, comandamento al positivo. Dinanzi ad una necessità superiore di amore, esso non obbliga più. Dinanzi alla fame dei discepoli, si può cogliere delle spighe, sfregarle con le mani e mangiare il prezioso frutto in esse contenuto. Non è un lavoro servile e non si offende il Signore. Sempre noi dobbiamo ricordarci di questa necessità superiore di amore. Il levita e il sacerdote hanno l’obbligo di servire nel tempio nel Signore. È un comando dato loro dal Signore. Dinanzi ad una necessità superiore di amore, si sospende per un attimo questa legge del servizio del tempio, e si presta aiuto al povero malcapitato ridotto in fin di vita dai briganti e lasciato sul ciglio della strada mezzo morto con gravi ferite. Il Samaritano interrompe la legge dell’inimicizia, si ferma, presta il necessario soccorso, paga per quest’uomo ogni spesa all’albergatore. Necessità superiore di amore.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mc 2,23-28

Noi sappiamo che dinanzi alla necessità superiore di amare, nei Santi Padri della Chiesa troviamo che il loro insegnamento chiede che si svesta un altare per coprire un povero che è nudo o mal vestito. L’altare non soffre il freddo. Il povero invece per freddo potrebbe anche morire. Questo oggi Gesù vuole insegnare ad ogni suo discepolo e anche ad ogni uomo. Ti trovi dinanzi ad una necessità superiore di amore? Dedicati a servire questo amore superiore.

Se per questo devi lasciare le altre Leggi – purché non siano date al negativo – lasciale tutte. Perché le Leggi date al negativo non si possono trasgredire? Perché esse sono la suprema Legge dell’amore. Nessuna necessità di amore è superiore a quella contenuta nella legge data al negativo. Non uccidere è Legge al negativo. Non si può togliere la vita ad un uomo per amarlo con amore superiore. Il rispetto della sua vita è la necessità di amore superiore. La Madre di Dio ci aiuti ad entrare nel mistero della necessità dell’amore superiore.

Fonte

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