Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 6 Febbraio 2026

- Pubblicità -

La morte non eroica di un grande uomo

Giovanni Battista, “il più grande tra i nati da donna”, il profeta che unisce l’antica alla nuova alleanza, viene imprigionato e ucciso da Erode a causa della sua parola profetica. Tuttavia la sua morte non è una morte eroica: egli viene ucciso per il capriccio di una ragazza e per la debolezza di un re. Ancora oggi quanti uomini e donne vanno incontro alla morte per il “capriccio dei potenti”! Essere testimoni del Signore Gesù significa non chiudere gli occhi di fronte all’ingiustizia.

Giovanni è il precursore del Messia Gesù fino alla morte: per questo di lui solo è narrata la sepoltura. Egli muore perché ha denunciato l’ingiustizia dei potenti, rimanendo fedele alla Parola di Dio. La sua è una parola evangelica che non si piega al potere, sia esso politico o religioso.

All’inizio del racconto vi è un grande dibattito circa la figura di Gesù e la sua predicazione. La stessa cosa avviene più tardi a Cesarea di Filippi, quando Gesù chiede ai suoi discepoli che cosa dica la gente di lui. La domanda è posta anche a noi continuamente: chi è Gesù per noi? In cosa e come la nostra vita è convertita dal suo incontro?

Erode crede che Gesù sia Giovanni Battista che lui aveva fatto decapitare. Questa convinzione porta a due considerazioni. La prima: il male che facciamo agli altri continuerà a perseguitarci, ripercuotendosi inevitabilmente sulla nostra vita. Non si tratta di una punizione divina – Dio non c’entra – ma del fatto che ogni nostra azione ha conseguenze di cui dobbiamo essere consapevoli.

La seconda considerazione riguarda il malinteso tra la figura di Gesù e quella di Giovanni Battista. Giovanni in tutto è testimone del Messia: non mette mai se stesso al centro, ma indica Gesù, l’Agnello di Dio, tanto da essere confuso con lui. Questo riguarda tutti noi annunciatori della Parola: siamo chiamati a mettere al centro non noi stessi o la “nostra testimonianza”, ma sempre e solo il Signore Gesù e la sua misericordia per ogni essere vivente.

Il Vangelo e Giovanni Battista ci ricordano che agli annunciatori del Regno di Dio sono promessi persecuzione e rifiuto. Ricordiamolo di fronte alla tentazione del successo dentro e fuori dalla Chiesa, e alla ricerca di folle in ascolto adorante della “nostra parola”.

Il Vangelo annunciato con la vita, prima che con le parole, come lo ha vissuto Giovanni Battista, lascia il cuore di chi ascolta sempre inquieto, sospeso nella domanda: che cosa dobbiamo fare? Come le folle che andavano da Giovanni.

Non come Erode, che amava ascoltare Giovanni solo per darsi un tono, per sentire belle parole che non lo interpellavano nella verità. Di fronte al proliferare di predicatori anche sui social media e a questa sete di ascoltare, viene da chiedersi quanto questo ascolto compulsivo di “belle parole” possa diventare occasione per mettere in discussione la propria vita.

Non ascoltiamo la Parola di Dio per sentirci confermati nelle nostre certezze, ma per intraprendere insieme un cammino di autentica conversione.

Questo predicava Giovanni sulle rive del Giordano: un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Siamo tutti chiamati a essere annunciatori del Regno di Dio con la nostra vita prima che con le parole, ricordando sempre che l’annuncio del Regno di Dio e del giudizio che verrà non può mai essere separato dall’annuncio della misericordia di Dio per ogni essere vivente, misericordia che per noi è una persona concreta: Gesù, nostro Dio e Signore.

fratel Nimal

- Pubblicità -

Per gentile concessione del Monastero di Bose.

Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui

Altri Articoli
Related

Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 6 febbraio 2026

Chi è il protagonista della storia di oggi? Qualcuno...

La Parola in centoparole – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Erode non uccide Giovanni per convinzione, ma per debolezza....

Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Erode ha avuto la possibilitá di salvarsi ma poi...

p. Luca Arzenton – Commento al Vangelo di oggi, 6 Febbraio 2026

APRI LA BOCCA E TESTIMONIA GESÙ! (Mc 6,14-29) https://youtu.be/dnlSQHuhSxo Giovanni Battista...