Il vangelo che abbiamo ascoltato rimanda con forza a due notissime opere dโarte, che ormai fanno parte dellโimmaginario collettivo: la โVocazione di Matteoโ di Caravaggio in San Luigi dei Francesi a Roma (quella mano potente, creatrice e ri-creatrice, di Cristo che fissa Matteo, e quella grande finestra di legno sbrecciato sulla parete oscura, simbolo del quotidiano povero e quasi non dicibile), e la โCena in casa di Leviโ di Paolo Veronese alle Gallerie dellโAccademia di Venezia, un grandioso dipinto, tripudio di umanitร variopinta e festante, stagliata prospetticamente su un cielo azzurro, di una luminositร in cui alba e tramonto si confondono e si rincorrono senza sosta in unโunica ebbrezza di vivere, opera di una libertร cosรฌ offensiva da finire davanti allโInquisizione.
Questi versetti cosรฌ ispiranti sono, non a caso, una sintesi pratica della vita cristiana, e si strutturano in cinque punti:
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- ย Il rapporto personale con il Signore anzitutto: indicibile, sta nella storia e nel cuore profondo di ciascuno di noi, come una memoria pulsante e vitale, se non la seppelliamo sotto tanti detriti: โVide (ma sarebbe piรน calzante โcontemplรฒโ) โฆ di nome Levi โฆ e gli disse: โSegui me!โ โฆ lo seguรฌโ (vv. 27-28). Non si dirร mai abbastanza: il rapporto personale con il Signore, sottolineato dai tanti pronomi di prima e seconda persona singolare, รจ la cosa piรน essenziale senza la quale non vi รจ (piรน) vita cristiana, senza la quale non รจ possibile lasciare tutto, in ultima analisi tutti i pesi e le schiavitรน, oggi, domani e fino alla fine, ed essere finalmente liberi, quei โquattro giorniโ che siamo sulla terra. โQual รจ la cosa piรน importante?โ, chiesero alcuni novizi della nostra comunitร allโabate Christodoulos del monastero di Koutloumoussiou sul Monte Athos; ed egli e rispose: โNon dimenticate mai lโamore del Signore che ardeva nel vostro cuore nellโora in cui entraste in comunitร โ.
- ย Il rapporto con gli altri, tutti gli altri: la relazione personale con il Signore non schiaccia, ma dilata verso la vita piena, libera le capacitร vitali, lโamicizia, la festa, la celebrazione della vita, che ha sempre bisogno di un riferimento personale (โgli preparรฒ โฆ nella sua casaโ: v. 29), non รจ mai indifferenziata e anonima: ecco allora il banchetto, e un banchetto, si sottolinea, โgrandeโ, perchรฉ frutto di grandezza di cuore, di mente, di visione.
- ย Il dubbio, la mormorazione: โCome mai …?โ (v. 30). Anche questa รจ una tappa obbligata, e dobbiamo attrezzarci, una specie di re Mida al contrario: lร dove tocca inabissa, oscura, macchia, perverte, inocula la morte dove cโera la vita.
- ย Accettarsi come malati e peccatori: non perchรฉ lo si รจ capito (quasi impossibile!) e lo si รจ ammesso, ma perchรฉ constatiamo che lo siamo: โSii vero con chi tu seiโ, ho letto un giorno. Facile a dirsi, difficile a realizzarsi, a meno che, a un certo punto, non ci abbandoniamo, ci affidiamo.
- La conversione: โโฆperchรฉ si convertanoโ (v. 32). Non penso a improbabili cambiamenti radicali, piuttosto a un andare avanti accogliendo la lezione della vita, a non scoraggiarsi e a evolvere: โFare silenzio; fare fatica; fare con arte; saper perdereโ (Ugo De Censi).
fratel Lino
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