Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 27 Febbraio 2020

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Siamo allโ€™inizio del cammino quaresimale, cammino nel quale, ancora una volta, siamo invitati a fare ritorno, a convertirci, ovvero a ridurre, almeno un poโ€™, la distanza tra i nostri pensieri e quelli di Gesรน Cristo, le nostre vie e quelle del Padre che pazientemente attende il nostro ritorno a casa.

Nel brano evangelico di oggi Gesรน fa proprio questo accostamento tra la via che lui deve percorrere (via di passione, sofferenza, rifiuto, morte ma anche di resurrezione) e la via di coloro che vogliono (e quindi per amore e nella libertร  scelgono di) stare dietro a lui, camminare sulle sue tracce, conformare la propria vita alla sua.

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Ecco allora che le tre radicali esigenze poste da Gesรน a quelli che decidono di stare alla sua sequela si illuminano di una luce nuova e non solo perdono quel tono un poโ€™ masochistico e paradossale di cui sembrano essere rivestite ma diventano anche sensate e cariche di vita.

Rinnegare se stessi, prendere la propria croce ogni giorno, perdere la propria vita: questi sono aspetti di quel movimento che il Figlio stesso, venendo nel mondo, ha assunto su di sรฉ per donarci la vita.

Che altro significa infatti โ€œrinnegare se stessiโ€ se non compiere quel passaggio dal possesso geloso al dono di sรฉ, come fece Cristo che โ€œpur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un possesso geloso lโ€™essere come Dio, ma svuotรฒ se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uominiโ€ (Fil 2,6-7)? Allora ciรฒ che ci viene chiesto รจ di spogliarci del โ€œnostroโ€ per rivestirci di Cristo, per ritrovare in lui la nostra piena veritร , per diventare figli nel Figlio.

Che cosa significa โ€œprendere ogni giorno la nostra croceโ€ se non amare fino alla fine, come Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi? E Gesรน questo amore non lo ha narrato solo nella passione e nella morte ma lungo tutta la sua esistenza, โ€œdeponendoโ€ ogni giorno la sua vita per coloro che incontrava, prendendo su di sรฉ i nostri dolori e le nostre infermitร , i nostri peccati e le nostre miserie.

Che cosa significa โ€œperdere la propria vitaโ€ se non fare spazio a lui, il Signore e Salvatore, fino a dire audacemente con Paolo: โ€œNon sono piรน io che vivo ma Cristo che vive in meโ€ (Gal 2,20)?

Certo, questa che Gesรน traccia per noi รจ unโ€™ardua via ma รจ anche profondamente liberante perchรฉ radicandoci in Cristo, ricevendo da lui la vita, noi impariamo a stare nel mondo senza essere del mondo, ovvero impariamo ad amare questa vita, portandone tutte le gioie e i dolori, ma โ€œsollevatiโ€ dallโ€™amore di Cristo che ci libera dalle inutili zavorre di cui spesso ci carichiamo, illudendoci cosรฌ di dare spessore a una vita che in realtร  ha giร  inscritto in sรฉ il suo senso e la sua bellezza.

In questa luce anche le piccole o le grandi rinunce di questa Quaresima possono essere un esercizio (ascesi significa proprio questo) per alleggerire il nostro โ€œzainoโ€, affinchรฉ il nostro passo alla sequela di Cristo sia reso piรน agile e risoluto, e, come dice la Regola di Benedetto, โ€œcon il cuore dilatato nellโ€™inesprimibile dolcezza dellโ€™amore si corra sulla via dei comandamenti di Dioโ€ (Prologo 49).

sorella Ilaria

Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Chi perderร  la propria vita per causa mia, la salverร .
Dal Vangelo secondo Luca Lc 9, 22-25 In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli: ยซIl Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giornoยป. Poi, a tutti, diceva: ยซSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderร , ma chi perderร  la propria vita per causa mia, la salverร . Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?ยป. Parola del Signore

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