Discernere i passi dello Spirito
โChe sarร mai questo bambino?โ, un bambino al cui concepimento รจ stata tolta la vergogna della madre e alla cui nascita รจ stata esaltata la misericordia di Dio. Vergogna della sterilitร , cioรจ del non poter dare spazio allโaltro, del non poter dare allโamore il compimento di una vita nuova. E misericordia della feconditร , cioรจ del creare spazi per lโaltro, del generare un altro da sรฉ come compimento dellโaccoglienza di unโalteritร .
Un bambino alla cui circoncisione โ iscrizione nella carne di unโalleanza eterna โ avvieneย il miracolo di una ritrovata comunicazione, di un dialogo rinato tra il fedele servitore del tempio e la profezia. Zaccaria era rimasto muto e โ cosรฌ almeno ci lascia intuire lโepisodio odierno โ anche sordo per tutti i nove mesi della crescita di Giovanni nel grembo di Elisabetta. Impossibile comunicare con lui se non a gesti, impossibile per Giovanni, tessuto nel seno di sua madre, ascoltare la voce del padre, percepirne lโalteritร .
Ma forse รจ proprio questo innaturale silenzio, questo inceppamento della comunicazione verbale ad affinare in Giovanni, fin dal seno di sua madre, una rara capacitร di ascolto e, quindi, di discernimento.ย ร lโassenza di parole paterne, il rarefarsi di voci familiari che rende il nascituro capace di riconoscere nel saluto di Maria a Elisabetta la voce dello Sposo, la fonte dellโesultanza per chi dello Sposo รจ amico. Discernimento affinato poi negli ultimi tre mesi vissuti nel clima della Visitazione, di quellโesperienza unica che mostra comeย il farsi prossimo dellโaltro nel servizio gratuito favorisce lโincontro del mistero che ciascuno porta in sรฉ, il riconoscimento reciproco dellโinnata potenzialitร di apertura allโaltro che ciascuno possiede.
Il discernimento, infatti โ la capacitร cioรจ di cogliere i percorsi di Dio nel cuore umano e nelle vicende della storia โ dipende essenzialmente dalย saper fare silenzio attorno a sรฉ per affinare lโascolto, per inclinare lโorecchio al minimo sussurro dello Spirito, per prestare attenzione al mistero che lโaltro porta in sรฉ e che giร dialoga con quanto ciascuno cela nel proprio intimo. E, come il discernimento,ย anche la profezia dipende dalla capacitร di ascolto: nessun profeta parla da sรฉ stesso, bensรฌ annuncia ciรฒ che a sua volta ha udito nella docilitร al Dio totalmente altro che si rivela a chi lo voglia ascoltare, allโAltro che ha voce forte come tuono ma che puรฒ essere capito solo se prima e al di lร del tuono si presta lโorecchio al silenzio trattenuto di una brezza leggera.
ร dunque grazie allโascolto della voce del saluto di Maria a Elisabetta che Giovanni imparerร a discernere la voce del Padre che รจ nei cieliย al momento del battesimo di Gesรน e a divenire a propria volta voce che grida nel deserto e sulle piazze, davanti a peccatori pentiti e a potenti induriti nella sorditร , fino ad affievolirsi, a diminuire, a ridursi a interrogativo messianico (โSei tu colui che deve venire?โ) o a dito che esclama โEcco lโAgnello di Dio!โ.
Ed รจ grazie alla mano del Signore che รจ con lui che Giovanni crescerร nel deserto, nel quotidiano ascolto di una parola che risuonerร nel luogo di prova e di tentazione, ma anche di fidanzamento tra Dio e il suo popolo: lรฌ Giovanni apprenderร il linguaggio che Dio usa con gli uomini, fino a divenire intimo, amico di quello Sposo che altri non รจ che la Parola fatta carne nel mistero dellโincarnazione che stiamo per celebrare, altri non รจ che il farsi uomo dellโininterrotto discorso di pace e vita piena che Dio ha voluto tessere con lโumanitร intera che egli ama.
fratel Guido
Per gentile concessione del Monastero di Bose
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