Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 20 Settembre 2022

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Il Padre e i fratelli

La breve pericope odierna segue la parabola del seminatore. Luca precisa โ€œPoichรฉ accorreva a lui gente da ogni cittร , Gesรน disse con una parabola: ยซIl seminatore uscรฌ a seminare il suo semeโ€ฆโ€. E alla fine avverte โ€œFate attenzione dunque a come ascoltateโ€.ย Il contesto immediato della pericope riguarda lโ€™ascolto, o โ€“ meglio- lโ€™ascolto vero,ย unito al mettere in pratica quella parola che Dio ci rivolge e che riorganizza le nostre relazioni di fraternitร  e figliolanza.

In Mc 3,31-35 e in Mt 12,46-50 troviamo lo stesso episodio inserito in un contesto di polemiche, in cui Gesรน รจ accusato di guarire nel nome del capo dei demoni e nelle quali non si accetta di riconoscere in lui lโ€™azione dello Spirito santo. In questo contesto emerge lโ€™interrogativo: da dove viene, di chi รจ figlio Gesรน? In Mt 12,50 Gesรน dice โ€œChiunque fa la volontร  del Padre mio che รจ nei cieli, egli รจ per me fratello, sorella e madreโ€ e rivendica che padre suo รจ il Padre celeste e che da questa relazione di figliolanza discende quella di comunione fraterna privilegiata tra quanti cercano di ascoltare e fare la Parola di Dio, relazione che si rivela di sostegno e generazione reciproca.

โ€˜Ascoltare e mettere in pratica la parolaโ€™ sono termini che rimandano al linguaggio tipico del Deuteronomio: โ€œOra, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinchรฉ le mettiate in praticaโ€, troviamo allโ€™inizio (Dt 4,1) e, alla fine, il Signore ordina a Mosรจ: โ€œRadunerai il popolo.. perchรฉ ascoltino, imparino a temere il Signore, vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge (Dt 31,12). Ugualmente nel Deuteronomio, tra le benedizioni che Mosรจ invoca sui figli di Israele prima di morire, quella ai leviti inizia cosรฌ: โ€œA (Levi) che dice del padre e della madre: โ€œIo non li ho vistiโ€, che non riconosce i suoi fratelli e ignora i suoi figli. Essi osservano la tua parola e custodiscono la tua alleanza, insegnano i tuoi decreti a Giacobbe e la tua legge a Israele, pongono l’incenso sotto le tue narici e un sacrificio sul tuo altareโ€ (Dtย 33,9-10). Qui si fa riferimento a quanto รจ narrato in Es 32,26 dopo il peccato del vitello dโ€™oro. Lรฌ Mosรจ aveva detto: ยซChi sta con il Signore, venga da me!ยป E il testo continua: โ€œGli si raccolsero intorno tutti i figli di Leviโ€, i quali colpirono quanti non erano stati fedeli allโ€™alleanza con Dio, senza tener conto dei legami di parentela e affetto che ad essi li legavano. Per Israele, il legame privilegiato con Dio passa attraverso lโ€™alleanza e la consapevolezza dellโ€™elezione.ย Dio รจ il padre che ha liberato i suoi figli dalla schiavitรนย (cf. Es 4,22-23; Os 11,1). Lโ€™attribuzione del nome โ€œpadreโ€ a Dio non รจ frequente nelle Scritture ebraiche. La si trova sรฌ nei profeti, come grido per richiamare alla fedeltร  (cf. Ger 3,4. 19), come invocazione di redenzione nelle ore buie della storia (cf. Is 63,16). Di riflesso,ย essere figlio comporta lโ€™accoglienza di una consegna e di una alleanza. Il sapere di essere figli รจ il proprio dellโ€™elezione di Israele, come emerge in un detto dei rabbini attribuito a rabbi Aqiva: โ€œCari (sono) i figli di Israele, che sono stati chiamati figli di Dio. Ma un amore supplementare รจ che essi sappiano di essere chiamati figli di Dio, come รจ detto: ยชFigli voi siete per il Signore vostro Dio (Dt 14,1)โ€ (PA. III,17).

Mi sembra che le parole di Gesรน: โ€œMia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in praticaโ€ rientrino in questa prospettiva, in cuiย la figliolanza comporta lโ€™accoglienza di un compito nella storia, lโ€™obbedienza a una parola di vita che va realizzata. รˆ a partire dallโ€™idea di un compimento dellโ€™essere umano e della storia, di una speranza legata a una conoscenza ricevuta, che noi possiamo rispettarci gli uni e gli altri e nello stesso tempo stabilire legami nuovi di fratellanza e di trasmissione della vita, perchรฉ il dono fatto a ciascuno di noi possa fiorire e portare un frutto di bene nel mondo e nella storia.

sorella Raffaela

Per gentile concessione del Monastero di Bose

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