La โspadaโ della Parola
Nel capitolo 10 Matteo ci racconta come Gesรน chiama a sรฉ i discepoli e li invia, dando loro indicazioni, istruzioni, regole e avvertimenti. Il testo di oggi inizia con un monito molto forte, un annuncio che ci scuote: โNon sono venuto a portare pace, ma una spadaโ (v. 34). Sembra quasi una contraddizione nellโannuncio dellโevangelo, una parola dura che ci tocca e ci pone la domanda: โPerchรฉ Gesรน ci dice questa parola?โ
La spada ci riporta subito alle parole dellโanziano Simeone a Maria: โEgli รจ qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perchรฉ siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerร lโanimaโ (Lc 2,34-35) e al testo della lettera agli Ebrei โLa parola di Dio รจ viva, efficace e piรน tagliente di ogni spada a doppio taglio: essa penetra fino al punto di divisione dellโanima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuoreโ (Eb 4,12).
Maria custodirร nel cuore questa parola dura di Simeone, parola che sarร anche la chiave per leggere e accogliere e vivere con un senso profondo la vita e la fine della vita di Gesรน, suo figlio.
Gesรน stesso, a sua madre e a Giuseppe che lo cercavano angosciati, perchรฉ non era con loro nella carovana di ritorno da Gerusalemme, aveva detto: โPerchรฉ mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?โ (Lc 2,50). Cโรจ unโurgenza, una prioritร di Gesรน di ascoltare e mettere in pratica la parola del Padre suo che diventa anche unโurgenza e un primato per il discepolo. Quindi la spada รจ segno di questo primato: spada che ferisce e separa, perchรฉ il primato della sequela porta a scelte non sempre facilmente comprensibili umanamente, come per Gesรน la fedeltร allโamore per Dio e per gli umani lo porta alla croce, morte difficile da capire e accogliere dai discepoli stessi e โspadaโ per Maria che le trafigge il cuore nel vedere la morte del figlio.
La spada รจ la Parola di Dio che contiene questโesigenza radicale e che vaglia cosรฌ i cuori e diventa la sorgente delle azioni. Azioni che possono essere a volte faticosamente comprensibili perchรฉ mosse da questo appello radicale e profondo rivolto da Gesรน e che ciascuno di noi assume e vive in modi diversi e per alcuni con una radicalitร piรน intensa che induce a contraddire un vivere normale e quotidiano per restare fedeli allโappello del Signore che si sente rivolto.
Per questo puรฒ esserci anche una separazione dagli affetti piรน cari, che sta in quel โperdere la propria vitaโ, nel lasciare per seguire il Signore. Lโimportante รจ restare piccoli, discepoli radicati nel Signore, ma sempre nellโumiltร , nella piccolezza, nellโessere grati per ogni cosa che riceviamo, che ci ristora nel cammino della vita: solo questo rende feconda quella radicalitร che a volte puรฒ essere scomoda e anche urtare e ferire chi abbiamo accanto. Qui penso alle madri e ai padri che hanno lasciato liberi, pur nella fatica, figli e figlie di seguire il Signore nelle diverse vie, piรน impensabili, in cui sono stati chiamati a donare la loro vita.
sorella Roberta
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui
