Pace e bene cari fratelli e sorelle, la forte parabola del ricco epulone e Lazzaro ci interpella seriamente, richiamandoci alla responsabilitร e alla custodia gli uni degli altri.ย Non lasciamo che l’indifferenza spenga la nostra vita, piuttosto chiediamo a Dio la grazia di un cuore acceso d’amore!
Il Vangelo di questa domenica ci presenta due scene: una si svolge sulla terra e lโaltra nel cielo. Vi sono due personaggi: un ricco senza nome che รจ definito da ciรฒ che ha, da cosa veste e da ciรฒ che mangia; e un povero di nome Lazzaro che significa โDio aiutaโ.
Durante i banchetti di questo ricco โepuloneโ (cioรจ vizioso mangione) nessuno si accorge della presenza di Lazzaro che stava alla porta, affamato e desideroso di mangiare anche solo le briciole che cadevano da quella tavola. Solo i cani si accorgono di lui, quasi manifestando piรน umanitร di certi uomini. Ciรฒ suggerisce che non basta vestire bene o mangiare bene per essere umani compiuti!
Nessuno si vuole accorgere di questo povero: lโincapacitร di vedere i bisognosi รจ la malattia dei giorni nostri chiamata indifferenza. Lโindifferenza aiuta chi non vuole essere disturbato dalla povertร altrui che lo chiama a responsabilitร .
Lโindifferenza รจ lโanestesia dellโanima di chi ha fatto lโabitudine a vedere gente che muore di fame, dicendo al massimo: โPoverini! Gli Stati non fanno nulla, i ricchi di questo mondo non fanno nulla, il Vaticano รจ ricco e non fa nulla…โ Questo รจ lโatteggiamento superficiale di chi vive di luoghi comuni e vuole scaricare la colpa solo sugli altri, deresponsabilizzandosi, come se quella cosa non riguardasse anche lui!
Eppure la morte giunge per tutti e con essa il giudizio divino. Davanti a Dio siamo soppesati e siamo ciรฒ che siamo in veritร . Lโesito finale รจ diverso da molti esiti di questo mondo. Non ci sarร un sei politico, della serie: tanto Dio รจ buono e salva tutti. Certo che il Signore รจ buono e vuole salvare tutti ma non รจ detto che tutti lo vogliano. Non รจ detto che tutti cercano questa salvezza.
E cosรฌ questa parabola ci dice che il povero Lazzaro finisce per essere portato dagli angeli accanto ad Abramo in cielo mentre il ricco epulone finisce nei tormenti degli inferi. E questi luoghi (che indicano soprattutto delle condizioni) non sono solo il giudizio di Dio ma ciรฒ che lโuomo si รจ costruito con le sue scelte.
I nostri atti in questa vita hanno una reversibilitร per la potenza di Dio che ci invita a conversione ma hanno anche un termine. La vita umana รจ lo spazio della nostra libertร , la possibilitร di dire sรฌ o no allโamore di Dio. Dicevo che lโesito finale รจ diverso, la vita รจ una cosa seria, le nostre scelte hanno unโeco diversa per lโeternitร .
Allora รจ bene chiedersi sempre: โQuesta scelta, questa azione dove mi porta? Verso la realizzazione o verso il fallimento?โ. Perchรฉ lโinferno cโรจ e pensarci non serve a incutere paura ma per chiamarci a responsabilitร .
Possiamo dire che lโinferno รจ aver contemplato per un attimo la bellezza di Dio e aver deciso fino alla fine di non volerne avere parte. Lโinferno รจ lโirreversibile ed eterna lontananza da Dio. Una sofferenza indicibile, che Dio non vuole assolutamente, e che dobbiamo far di tutto per evitare a noi e a chiunque altro.
Allora oggi nella nostra vita il primo miracolo รจ accorgersi che i poveri esistono, che sono profeti che ci interpellano con la loro vita e ci spingono a conversione. I poveri sono le nostre porte per il cielo, i poveri sono i nostri fattorini che portano a Dio quello che abbiamo fatto per loro.
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Diceva Madre Teresa ยซ… forse non potrรฒ mai risolvere il problema della povertร per tutti i poveri del mondo, ma per questo povero che ho davanti devo fare tutto quello che รจ nelle mie possibilitร !ยป (S. Teresa di Calcutta).
Ci fa bene concludere con una bella testimonianza: ยซAlcuni giorni fa ero in strada con mia nipote, una bambina di circa 8 anni. Stavamo camminando, quando abbiamo visto sul marciapiede un mucchietto di buste e cartoni, con un giovane tutto rannicchiato sopra. Quello che tutti chiameremmo “barbone”. Il mio occhio, anche se “cristiano” ma purtroppo abituato a queste scene, quasi aveva escluso dall’attenzione questa presenza. Ma quello della bambina no! Piรน ci avvicinavamo al povero, piรน lei lo guardava con occhio evangelicamente misericordioso.
Accortomi di questo atteggiamento, passo una moneta alla bambina per metterla nel cestino, quasi vuoto, del povero. A questo punto il giovane si alza e velocemente si allontana. Dove starร andando? Entra in un bar e quasi subito ne riesce con un ovetto di cioccolato in mano e lo dona alla bambina con un sorriso che non dimenticherรฒ mai! E subito scompare, tornando al suo mucchio di povere cose! Sono rimasto senza parole! Anche la nipotina รจ rimasta colpita dal dono ricevuto. Mi sono subito ripreso, spiegando alla bambina che quello che conta รจ l’amore! Noi avevamo donato solo una moneta, lui aveva donato oltre all’uovo di cioccolato un enorme gesto d’amore!ยป (Francesco Cipri).
PREGHIERA
Signore, salvami dalla malattia dellโindifferenza. Donami occhi per vedere, mani per accarezzare e cuore per amare chi oggi mi interpella con la sua vita!
