Missionari della Via – Commento al Vangelo di martedì 28 ottobre 2025

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I primi apostoli sono l’immagine della Chiesa, che è emblematicamente un intreccio di diversità benedette. Questo insieme di persone è diverso dalla folla: mentre la folla si raduna in modo informe e cerca di toccare Gesù per ottenerne guarigione, i discepoli sono chiamati nel mondo per dare.

Non sono mandati a predicare una generica carità sociale o a raccogliere fondi per qualcosa ma annunciano il kerigma, Cristo morto e risorto che porta nella nostra vita salvezza, compimento, pace. Questo a noi dice, detto in semplicità, che in cielo non ci saranno templi, chiese e sacerdoti, ci sarà un popolo benedetto da diversità, gente che ha annunciato e vissuto l’amore di Dio.

Perciò papa Francesco ci ha parlato spesso di una chiesa sinodale, che cammina insieme. La sinodalità si esprime nel fatto che, attraverso il battesimo, ciascuno di noi è chiamato a condividere la responsabilità della comunità ecclesiale a cui appartiene. Non si tratta di un compito individuale ma di una responsabilità collettiva, vissuta secondo il ruolo che ognuno ricopre nella Chiesa, mantenendo le nostre diversità.

Questo genera bellezza! Perciò nelle chiese può esserci diversità di carismi, di personalità, di storie ma con una caratteristica comune: voler seguire Cristo.

La chiesa non è un parcheggio sociale per intrattenere i bambini o per passare il tempo né un rifugio per le nostre frustrazioni o un luogo di volontariato. Può essere anche tutto questo, certo, ma prima di ogni altra cosa è il luogo in cui ci raduniamo attorno all’Eucaristia, guidati dalla Parola del Signore, perché vogliamo essere santi, vivere in Cristo, portare la gioia di un incontro che abbiamo fatto nella vita. È il luogo in cui impariamo a essere significativi, seppure diversi gli uni dagli altri.

«La formazione dei Dodici è semplicemente divina. Nessun allenatore penserebbe a mettere insieme una squadra di questo tipo. Notare, contro facili rimozioni, che Giuda è sempre ricordato come “uno dei dodici”. Contro la tentazione di cancellarlo dalla lista, è quasi il suo cognome, riservato a lui. Questo sta a dimostrare due cose. Primo: l’amore e la chiamata di Dio sono irrevocabili, per lui come per Israele e per tutti! Secondo: la struttura portante della Chiesa è intrinsecamente zoppicante fin dal principio, sempre aperta al tradimento e al rifiuto del Signore. Giuda e Pietro ne sono le figure emblematiche» (p. Silvano Fausti sj).

Per gentile concessione dei Missionari della Via. Commento tratto dall’app.

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