Gesù viene contestato: alcuni non riescono ad accettare che un uomo possa parlare e agire come Dio. È una reazione che, in fondo, conosciamo anche noi: facciamo fatica a riconoscere Dio quando si presenta in modo semplice, vicino, concreto.
Eppure Gesù rilancia con parole sorprendenti: ricorda che siamo chiamati a qualcosa di grande, a una vita che porta dentro un riflesso di Dio stesso. Non per sentirci superiori, ma per vivere con più responsabilità, più verità, più amore. Il punto decisivo però è un altro: riconoscere chi è davvero Gesù.
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Non basta guardare i segni, serve fidarsi. È quello che accade con Giovanni Battista: non ha fatto miracoli eclatanti, ma ha indicato la verità. E chi ha ascoltato con cuore sincero ha capito. Anche oggi siamo immersi in mille voci, mille opinioni. Ma la fede nasce quando scegli di dare credito a ciò che è vero, anche senza prove spettacolari.
Dove fai più fatica a riconoscere la presenza di Dio nella tua vita concreta, magari perché la immagini diversa da com’è? Di chi o di cosa ti fidi davvero quando devi capire cosa è vero e cosa no? Non servono grandi segni ma un cuore disposto ad ascoltare davvero!
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