Ci sono momenti in cui camminare dietro a Gesù fa paura. I discepoli sono per strada verso Gerusalemme, e addosso hanno uno sgomento profondo. Gesù parla di croce, di schiaffi, di sputi e di morte. E loro? Loro sono sintonizzati su un’altra frequenza, quella del potere, dei primi posti e del successo personale.
Giacomo e Giovanni fanno una richiesta di puro egoismo: «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Vogliono i primi posti senza passare dalla logica del dono. E la reazione degli altri dieci discepoli non è migliore: si indignano solo perché sono arrivati secondi nella corsa alle poltrone. Questa pagina ci mette a nudo: quante volte usiamo la fede per le nostre piccole scalate personali?
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Gesù non distrugge il loro desiderio di essere grandi, ma ne ribalta le regole. Se nel mondo chi sta sopra schiaccia chi sta sotto, «tra voi però non è così». La grandezza si misura dal basso: chi vuole essere il primo deve farsi servitore di tutti. Il trono è la croce: il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per dare la propria vita. Alla sua destra e alla sua sinistra non ci saranno ministri, ma due ladroni.
La logica di Gesù è l’unica che ci rende liberi. Chi vive per scalare i posti d’onore vive nell’ansia costante di essere superato, nell’invidia e nell’indignazione. Chi sceglie l’ultimo posto, il posto del servizio, non ha più paura di cadere.
Oggi Gesù ti guarda negli occhi e ti chiede di cambiare logica. Non avere paura di perdere qualcosa regalando il tuo tempo e le tue energie. Esci dal delirio di dover dominare su tutto e… lasciati custodire!
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