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Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 22 Settembre 2025

Essere cristiani apertamente può essere scomodo, magari metterci in imbarazzo o richiederci un certo impegno, una certa coerenza. Sarebbe più facile essere sì cristiani ma magari “non praticanti”, o vivere una fede riservata “tra noi e Dio”. Ma sarebbe come aver ricevuto in dono una lampada e nasconderla sotto al letto… cioè fare qualcosa di molto lontano da ciò per cui era pensata.

La nostra vita di fede è sicuramente qualcosa di prezioso e personale tra noi e il Signore, ma non è per noi. Va alimentata, custodita e condivisa nelle nostre relazioni personali, nella nostra comunità, nelle varie forme in cui siamo chiamati a servire chi abbiamo vicino.

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La nostra fede e la nostra vocazione sono soprattutto per gli altri, per portare un frutto che non è nostro e che morirebbe se fosse tenuto “sotto il letto”. Ed è sorprendente vedere che quanto più ci apriamo e doniamo, tanto più Cristo opera meraviglie nella nostra vita, moltiplicando i doni che mettiamo a disposizione.

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