Zacchèo e la Vera Ricchezza del Vangelo
Giorgio offre una meditazione incentrata sulla storia biblica di Zacchèo, capo dei pubblicani. Il commento esplora la vera natura della ricchezza, contrapponendo la sua condizione economica di peccatore con la ricerca di una felicità più profonda.
Giorgio sottolinea che la ricchezza materiale non riesce a colmare il vuoto interiore, mentre il vero benessere deriva dall’amore e dall’essere accettati per come si è. L’incontro tra Zacchèo e Gesù è presentato come un atto di salvezza e accoglienza, che non giudica lo stato di peccato. Infine, il commento conclude che la vita cristiana richiede la remissione dei peccati e un cambiamento radicale, simboleggiato dalle azioni di restituzione di Zacchèo.
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Trascrizione del video.
Pace e bene. Il Vangelo di oggi ci pone una domanda: chi è che può considerarsi ricco?.
Questo racconto ci parla di Zacchèo, capo dei pubblicani. Il suo nome significa puro, ma va in contrasto con il pubblicano, che era una figura malvista dai Giudei. Non tanto perché i pubblicani fossero esattori delle tasse – e queste tasse, sappiamo, andavano all’Impero Romano che colonizzava il popolo di Israele – ma perché erano conosciuti come gente poco raccomandabile. Questo accadeva perché manipolavano il danaro a loro vantaggio e conducevano una vita sregolata, che andava in contrasto con la fede ebraica.
Non a caso Zacchèo era considerato un uomo ricco e peccatore, ma questa ricchezza economica sembra non dia la piena felicità a Zacchèo.
L’incontro con Gesù avviene per lo sforzo di Zacchèo che, spinto dalla curiosità di vedere chi era il maestro, sale sul sicomòro, ponendosi in una situazione non soltanto di poter vedere, ma anche di essere visto.
In alcuni momenti della nostra vita anche noi desideriamo che qualcuno ci noti: per un nostro bisogno d’amore, per una consolazione, per essere aiutati. Ma spesse volte questa attenzione non arriva. E anche se vivessimo in una condizione economica solida, il benessere non riuscirebbe a compensare quel vuoto interiore che abbiamo.
La vera ricchezza che il Vangelo ci propone non la troveremo mai nei beni materiali, nella bellezza o in una vita senza regole. Potremmo sentirci felici soltanto se avremo qualcuno che ci ama per come siamo.
Al versetto 9 di questa pericope, riferendosi a Zacchèo, Gesù fa un chiaro riferimento alla stirpe di Abramo. Ciò serve per affermare che Gesù non guarda la situazione di peccato in cui si trova Zacchèo, ma, in nome della salvezza annunciata ad Abramo, il Signore è pronto ad accoglierci nello stato in cui ci troviamo. Basta che noi lo desideriamo.
E, come Zacchèo darà metà dei suoi beni ai poveri e restituirà quattro volte tanto ciò che ha rubato, cogliamo che la vita cristiana è una remissione dei peccati che ci libera da ogni forma di schiavitù che ci allontana da Dio.
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
Missione e valori
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Causale: Erogazione liberale
