Gianmario Pagano – Non ci indurre in tentazione

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“Non ci indurre in tentazione” non è una buona traduzione, l’ha detto anche papa Francesco. Ma davvero allora abbiamo pregato il Padre Nostro nella maniera sbagliata?

L’espressione “non ci indurre in tentazione” mette a disagio, perché, nel nostro sentire comune, giustamente pensiamo a Dio come colui che soccorre e sostiene nella tentazione.

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Come un Padre che solleva dalle cadute, non come qualcuno che le provoca. La traduzione della CEI ha già corretto il Padre nostro nel 2008, con l’espressione: “non abbandonarci alla tentazione”. Però, a dire la verità, anche questa traduzione solleva dei problemi.

Nel video cerco di fare un po’ di chiarezza sul senso originario dell’espressione. Seguitemi, se avete voglia e pazienza.

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