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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 9 Settembre 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 6,12-19

Data:

Oggi troviamo due riferimenti di luogo e due di tempo, e in ciascuno di essi diversi incontri e relazioni. Sul monte, luogo della manifestazione di Dio e dell’incontro con lui, Gesù trascorre la notte in preghiera e, fattosi giorno, chiama a sé i suoi discepoli, fra i quali sceglie i dodici apostoli. È con questi ultimi che, poi, scende dal monte e incontra la folla.

Molto spesso nel Vangelo di Luca ci viene presentato Gesù che prega. Questo dettaglio sottolinea la comunione con il Padre: Gesù era consapevole che la fonte del suo essere è nel legame con il Padre e nella preghiera ha maturato la propria identità salvifica data dal Padre. I discepoli, presenti sul monte, partecipano di questa comunione, poiché chiamati «a sé» da Gesù, e la scelta dei Dodici è il chiamare per nome ciascuno di noi oggi che, per mezzo del Battesimo, siamo innestati in lui, in quanto suoi figli amati, e “inviati” – questo significa “apostoli” – per testimoniare e in qualche modo partecipare a quella stessa missione salvifica.

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Possiamo contemplare le scene che oggi ci sono presentate, gustando in quali luoghi e in quali tempi ci sentiamo nella nostra situazione attuale di vita e vedendo i personaggi a cui ci sentiamo più vicini. Dalla notte in preghiera nasce una dinamica di vita che coinvolge tutta la varietà del popolo di Israele – i dodici apostoli richiamano le dodici tribù – e poi l’umanità intera – la folla – che nell’ascolto della Parola Vivente trova la guarigione. Anche noi, quindi, possiamo cercare questo tocco che parte dall’ascolto attento della sua Parola e che può guarire le nostre ferite.

Commento a cura di: Marco Ruggiero

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato