La scelta dei dodici apostoli è un momento importante nella missione di Gesù. Egli comincia a formare la sua futura Chiesa con il discepolato, da cui poi sceglie i dodici apostoli. Sul monte, dopo una notte in preghiera, Gesù compie questa elezione, affidando loro un compito particolare.
Il momento è solenne e insieme semplice, e la preghiera solitaria di un’intera notte ne manifesta il valore fondamentale e fondativo. Nel Vangelo di san Luca il monte appare come luogo privilegiato della preghiera di Gesù, e ora su quel monte ci sono anche i discepoli.
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Si coglie allora che la notte in preghiera di Gesù è anche fonte del mandato ecclesiale: possiamo già considerarlo un punto fondativo della Chiesa, che nasce dalla preghiera di Cristo e ha bisogno della preghiera come spina dorsale che veicola la linfa vitale della grazia.
Rivolgiamo però la nostra attenzione alla preghiera di Gesù: essa non è e non può essere come le nostre, non è un chiedere lumi al Padre per compiere un discernimento difficile e delicato, ma sottolinea la profonda unione e comunione tra il Padre e il Figlio.
I discepoli, presenti sul monte, partecipano a questa comunione, e la scelta dei dodici significa che il mandato che Gesù affida alla sua Chiesa rende sempre efficace la grazia infinita donata dal Figlio nel compimento del suo mistero pasquale.
Sul monte si prefigura questo mandato nel segno della missione trinitaria che si realizza in Gesù, vero uomo e vero Dio. La nostra preghiera dovrebbe avere sempre questo respiro ecclesiale e trinitario, anche quando è personale, perché celebrata nella Chiesa.
Lo scopo della nostra preghiera è di ritrovarci sul monte della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo, per renderci disponibili al progetto di amore del Padre per noi.
Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)
