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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 8 novembre 2026

Ci sono giorni in cui la fede rischia di diventare un’abitudine.

Preghiamo in fretta, rimandiamo un gesto di riconciliazione, passiamo accanto a qualcuno senza accorgerci della sua fatica. La lampada è ancora nelle nostre mani, ma forse l’olio sta finendo.

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Le dieci vergini ci ricordano che non basta cominciare con entusiasmo: occorre alimentare ogni giorno ciò che dà senso al nostro cammino. L’olio si custodisce nelle scelte concrete: trovare qualche minuto per stare in silenzio davanti a Dio, chiedere scusa senza aspettare che lo faccia l’altro, ascoltare chi ha bisogno, compiere il bene anche quando nessuno se ne accorge.

Lo sposo tarda e tutte si addormentano. Anche noi ci stanchiamo, perdiamo fiducia e attraversiamo momenti in cui pregare sembra inutile. La fede non consiste nel non cadere mai: consiste nel non smettere di ricominciare.

Quando arriva lo sposo, non è possibile procurarsi all’ultimo momento ciò che si è trascurato nel tempo. Per questo Gesù ci invita a vegliare: non a vivere nell’ansia, ma a non rimandare continuamente ciò che conta.

La lampada rimane accesa attraverso piccoli gesti quotidiani, capaci di tenere il cuore aperto a Dio e agli altri.

Commento a cura di: Mounira Abdelhamid Serra

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato