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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 3 novembre 2026

Nell’era della distrazione di massa, nell’era della società della performance, la parabola del giorno sembra cucita addosso alle nostre giornate.

“Sarò felice quando avrò quella promozione”, “sarò sereno quando avrò una casa mia”, “la mia vita andrà bene se riuscirò ad avere tutto sotto controllo”, “festeggerò appena raggiungerò tutto quello che desidero”, “mi godrò la vita appena sarò in pensione”…

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Tante, tantissime scuse per rimandare la cosa più importante: il qui ed ora, il banchetto a cui siamo chiamati ogni giorno: la giornata che stiamo vivendo oggi, il momento di scherzo con i colleghi, la piccola soddisfazione in palestra, la telefonata con un vecchio amico, l’aiuto dato ai genitori. Ecco perché chi ha meno molte volte apprezza di più: è più allenato, più abituato a vedere il bello, il giusto, l’amore, nel quotidiano.

Ma è comprensibile: nel vortice di cose da fare è difficile oggi rallentare, accorgersi di quello che ci sta intorno e apprezzare i piccoli momenti. E allora ritagliarsi un momento, all’inizio o alla fine della giornata, per rivedere tutti i piccoli doni che ci sono stati e apprezzare, e ringraziare, quella è una bella preghiera, quello mi fa capire che sono sempre amato/a e che non devo aspettare il regno di Dio: posso solo accorgermi che già ci sono dentro.

Commento a cura di: Gloria Ruvolo

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato