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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Agosto 2024

Che cosa è “prodigio” nella nostra vita? Quando succede qualcosa di straordinario, di inaspettato, che restituisce senso e gusto al vivere. Qualcosa che apre al senso del mistero, lasciando a bocca aperta. Nel prodigio abita la promessa che qualcosa di nuovo sta accadendo, trascendendo le solite regole e rompendo la monotonia quotidiana. Il prodigio sconvolge la vita, imprimendole una nuova direzione verso la pienezza.

Cosa fa la differenza tra un fatto qualunque e il prodigio? Il prodigio è un fatto che interroga la nostra coscienza e sfida la rappresentazione interna che ci facciamo della realtà. Qualcosa che ritenevamo impossibile o improbabile sta accadendo sotto i nostri occhi. E ci stupisce, cioè mette in discussione quello che finora abbiamo creduto della realtà.

Il prodigio nasce in chi coltiva una disposizione d’animo incline a riconoscere che quanto so non è abbastanza per comprendere fino in fondo la realtà. E dunque sbilancia verso l’ignoto, verso il non conosciuto, verso l’esterno per lasciarsi istruire ed entrare in una nuova visione delle cose. Il prodigio accade quando si attiva lo sguardo contemplativo.

Gesù non può compiere prodigi perché nei suoi concittadini manca questo sguardo. Appiattiscono tutto sulla superficialità delle informazioni che già sanno e a partire da quelle, tirano delle conseguenze. Hanno già deciso che Gesù non può essere nulla di speciale. Talvolta proprio ciò che sappiamo della realtà ci impedisce di vedere il prodigio che continuamente solletica la coscienza umana. Di fronte a questa condizione, anche Gesù si ferma.

Flavio Emanuele Bottaro SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato