Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 14 Ottobre 2020

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Lโ€™immagine che usa Gesรน fa pensare a sepolcri senza nome e senza nessuno a ricordarli, su cui si cammina addirittura. Se dovessimo raccontare di noi, cosa scriveremmo? Abbiamo passato tutta la vita a evitare che il bicchiere che sta sul bordo del tavolo cadesse oppure ci siamo lasciati scombussolare dalla vita, dalle relazioni, dallโ€™amore?

Scoprire che non serve assolutamente a niente farsi primi, che essere migliore di un altro, diventare migliore, diventare il migliore non ti renderร  felice puรฒ essere destabilizzante, ma forse รจ la via per iniziare a vivere davvero. Il bisogno di stare tra i primi nasconde una grande fragilitร , nel fondo: un non riconoscersi amati per quello che siamo. Cosโ€™abbiamo in comune con questi uomini che scelgono di ritirarsi in qualche modo dal mondo per vivere in purezza la loro fede?

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La morte abita il cuore dei farisei mentre fuori รจ tutto perfetto e lโ€™unico modo per non lasciar trapelare questo odore di morte รจ sigillarsi come si sigilla un sepolcro, chiudersi alla novitร  del Vangelo. Ecco il rischio della sterilitร , ecco il peso insopportabile di un ideale di perfezione a cui nessuno umanamente puรฒ aspirare, una perfezione sterile che puรฒ contraddistinguere solo chi non vive perchรฉ, attento allโ€™immagine di sรฉ che trasmette, dimentica chi รจ veramente. E invece ci รจ stato chiesto solo di imparare ad amare, il resto dovrebbe essere una conseguenza naturale dellโ€™amore.

Questo questo โ€œguaiโ€, allora, piรน che una minaccia รจ unโ€™esclamazione di amarezza, un modo per dire โ€œsveglia!โ€, perchรฉ si vive solo nella relazione, accettando di essere imperfetti e fragili e mancantiโ€ฆ possiamo finalmente lasciarci cadere questo peso dalle spalle e goderci il cammino con Te.

Caterina Bruno


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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