Oggi ci vengono raccontate due scene di movimento: il movimento di Gesรน verso la cittร e il movimento della processione verso la tomba del figlio della vedova. Entrambi accompagnati da grande folla. Un movimento di vita e di salvezza, quello del Signore, che incontra un movimento di morte e rassegnazione, quello della vedova: giร fragile perchรฉ priva del marito, perde lโunico figlio. Una situazione senza speranza, in cui la vita con tutte le sue possibilitร sembra essersi definitivamente chiusa.
In questo episodio, il miracolo non avviene in base a una richiesta, avviene per iniziativa del Signore stesso, che sente compassione. Questo รจ molto importante, perchรฉ ci parla di un Signore profondamente sensibile al dolore che incontra e che non puรฒ rimanere indifferente. Questo incontro riporta la vita lรฌ dove sembrava impossibile.
Questa storia parla anche a noi, parla del Signore nella nostra vita. Prima ancora che noi lo cerchiamo, lui ci sa venire incontro e ci cerca, proprio in quei luoghi delle nostre vite che sembrano sepolcri chiusi e senza uscita. Lui sa aprire strade inaspettate e nuove per noi. Quello che ci chiede รจ essere disponibili alla relazione con lui e lasciarlo entrare. Questo non significa che accadrร qualcosa di straordinario che fa sparire dโimprovviso tutti i nostri problemi: il vero miracolo รจ lo sguardo nuovo sulla nostra vita, una sguardo di speranza, che ci permette di far sรฌ che le situazioni di morte non siano per noi piรน catene invincibili, non abbiano piรน lโultima parola.
Si tratta di alzare lo sguardo e vedere la realtร con la prospettiva del Signore: una prospettiva di perdono, misericordia, di nuovo incontro. Questo cambia davvero la vita: il Signore ci invita ad alzarci e riprendere il cammino con una nuova forza.
Daniele Ferron SJ

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato



