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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 7 Maggio 2025

Gesù dice: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»
Queste parole ci colpiscono profondamente.

Eppure, se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che anche dopo essere andati da Gesù, sentiamo ancora fame. Continuiamo ad avere fame di pane, quello quotidiano, materiale: cerchiamo sicurezza, conforto, sostegno. Ma continuiamo anche ad avere fame spirituale: desideriamo amore, pace, senso, presenza.
Allora ci chiediamo: ma Gesù ha mantenuto la sua promessa? Non aveva detto che non avremmo avuto più fame?

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La chiave sta nel comprendere in che senso Gesù dice che chi va da lui non avrà più fame.
Gesù non promette l’assenza di desiderio, ma la pienezza del desiderio. Non ci toglie la fame, ma la riempie con sé stesso. La fame rimane, ma non è più disperata, non è più vuota. È una fame abitata, direi. Una fame che non ci tormenta, ma ci attira a Lui. È la fame del discepolo che ha trovato il suo Signore.

In fondo, il mistero dell’Eucaristia ci insegna proprio questo: mangiamo il Pane della Vita, ma ogni volta poi ritorniamo nuovamente a riceverla. Non perché quel pane non sazia, ma perché ci unisce sempre più profondamente a colui che è la nostra vita.

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