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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2024

Cosa significa essere discepoli di Gesù? Non è una decisione da prendere alla leggera, ma richiede una valutazione attenta delle nostre capacità e dei nostri limiti.

Gesù usa due parabole per illustrare questo concetto: quella di chi vuole costruire una torre e quella del re che si prepara alla guerra. In entrambi i casi, l’accento è posto sull’importanza di “calcolare” in anticipo, di valutare con saggezza se si hanno le risorse necessarie per portare a termine l’impresa.

Questa riflessione ci spinge a fare un onesto esame di coscienza:
Quali sono i nostri punti di forza? Quali talenti e capacità possiamo mettere al servizio del Regno di Dio?

Quali sono le nostre debolezze? In quali aree abbiamo bisogno di crescere o di chiedere aiuto?
Tuttavia, l’obiettivo di questo esame non è scoraggiarci o farci sentire inadeguati. Al contrario, è un invito a costruire qualcosa di solido e duraturo nella nostra vita spirituale.

Riconoscere i nostri limiti ci permette di affidarci con più fiducia a Dio, consapevoli che la Sua grazia può colmare le nostre mancanze. Allo stesso tempo, identificare i nostri punti di forza ci spinge a metterli a frutto, a utilizzarli per il bene comune e per la crescita del Regno.

Non c’è bisogno di essere perfetti, ma di essere autentici e disposti a crescere. Facendo leva sui nostri punti di forza e affidando a Dio le nostre debolezze, possiamo costruire una vita di discepolato solida e fruttuosa. Quindi, coraggio, mettiamoci al lavoro.

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