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don Nicola Galante – Commento al Vangelo di domenica 10 Novembre 2024

IN ASCOLTO

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

IN MEDITAZIONE

Il Vangelo di questa domenica, collocato nel tempio di Gerusalemme, conclude il capitolo 12 del Vangelo di Marco e può essere diviso in due parti: la prima (Mc 12,38-40) è una requisitoria contro la vanagloria, la cupidigia e l’ipocrisia degli scribi; la seconda (Mc 12,41-44) fotografa l’obolo della vedova elogiato da Gesù.

Provo ad immaginare l’imbarazzo della vedova che, tutto a un tratto, vede cambiarsi il suo status sociale! Se nell’immaginario collettivo ella era collocata tra le “periferie esistenziali”, Gesù la riporta al centro! È sempre bello soffermarsi sul modo con cui Dio ci guarda: Lui non si ferma alle nostre apparenze, né si lascia ammaliare dalle nostre sovrastrutture, ma punta al «come», perché ci legge dentro!

«Nessun gesto di bontà è privo di senso davanti a Dio, nessuna misericordia resta senza frutto» (San Leone Magno).

Rispetto alla cupidigia dei più, la generosità della vedova fa davvero rumore! Quei due spiccioli – le più piccole monete di 12 grammi di rame ciascuna, che servivano per comprarsi due tozzi di pane – sono un segno di speranza per quanti, ancora oggi, continuano a nutrire la fiducia nella Provvidenza di Dio.

Non ci accada di dare a Dio delle cose, semmai sofisticate e curate nei minimi dettagli! Occorre darsi a Lui, proprio come ha fatto Gesù verso il Padre, secondo la logica della consegna. La vedova del Vangelo, che ha dato «la sua vita intera», rappresenta per tutti noi un modello di discepolato.
Ci stimoli l’esempio fulgido di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842): per i poveri e i più bisognosi si definiva «il manovale della Divina Provvidenza», invitando sempre ad andare «Avanti in Domino».

IN PREGHIERA

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Signore, aiutami a crescere nella fiducia nella Tua Provvidenza!

DOMANDE PER NOI

Sto provando a “darmi a Lui” con tutto il cuore?
Ricordo che Dio guarda al «come» delle mie azioni?

Chi è don Nicola

Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.