Il racconto di Gesù che incontra la donna samaritana è stupendo, e io voglio ripetere queste parole di Gesù che sono il cuore di tutto:
«Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così, infatti, il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Questa è la grandezza della nostra fede.
Gesù non sta parlando di un luogo, di un tempio, di una forma esterna. Sta parlando del cuore. Sta dicendo che Dio non si incontra solo nei riti, nei gesti, nelle tradizioni, ma in una relazione viva, vera, personale. In spirito e verità significa questo: senza maschere, senza finzioni, senza recite. Così come siamo.
- Pubblicità -
La donna samaritana arriva al pozzo con la sua storia complicata, con le sue ferite, con le sue domande, i suoi tradimenti. E Gesù non la giudica, non la respinge, non la umilia. Le parla. La guarda. La prende sul serio. Le mostra che Dio è in cerca proprio di lei. E io dico a te che adesso mi stai ascoltando: sappi che Gesù è in cerca proprio di te.
Adorare in spirito e verità significa portare a Dio la vita reale: le paure, le cadute, le fragilità, ma anche i desideri, le speranze, la voglia di ricominciare. Significa smettere di fingere davanti a Dio e iniziare a fidarsi.
Ed è questo che libera. Perché quando smettiamo di recitare, Dio può finalmente entrare nella nostra vita.
Non per giudicarla, ma per guarirla, trasformarla e renderla nuova. E lì nasce una fede vera, semplice, viva. Una fede che non è fatta di apparenza, ma di relazione. Una fede che cambia il cuore.
