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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 4 luglio 2026

Ci sono gesti che facciamo ogni giorno: una preghiera detta un po’ di fretta, una Messa vissuta per abitudine, un segno di croce quasi automatico. Sono cose buone… ma a volte rischiano di diventare “otri vecchi”.

Non perché siano sbagliate, ma perché il cuore con cui le viviamo non cambia. Restano gesti esterni, mentre dentro siamo stanchi, distratti, magari chiusi. E allora succede che il “vino nuovo” – la vita che Dio vuole donarci – non trova spazio, non riesce a rinnovarci davvero.

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Gesù ci invita a qualcosa di semplice ma decisivo: non smettere di fare quei gesti, ma rinnovare il cuore con cui li viviamo. Anche una preghiera breve può diventare viva, se è vera. Anche un piccolo atto di carità può diventare pieno, se nasce da dentro.
Il punto non è fare di più, ma diventare nuovi. Perché Dio ogni giorno porta qualcosa di nuovo nella nostra vita, ma ha bisogno di un cuore disponibile, aperto, pronto ad accoglierlo.

Il problema dei farisei è questo, che sono più attenti ai loro riti che alla voce dello Spirito.
Allora oggi prova così: scegli un gesto semplice di fede… e vivilo davvero. Con consapevolezza, con sincerità, con un po’ più di cuore.
E scoprirai che non serve cambiare tutto… perché la nostra vita è già una buona vita.
Ma abbiamo bisogno di rimanere aperti alla presenza dello Spirito dentro di noi.

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