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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 31 Ottobre 2025

Gesù ci mette davanti a una domanda semplice e diretta: “Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?” È una domanda che non ha bisogno di grandi spiegazioni, perché è sufficiente avere un po’ di buon senso. Se c’è una vita in pericolo, se c’è qualcuno che soffre, non ci si può nascondere dietro le regole.

Questa parola ci insegna che la religione non è un insieme di norme fredde, ma un cammino di amore concreto. Gesù non è venuto a cancellare il sabato, ma a rivelarne il senso più profondo: il riposo nel Signore non esclude l’amore, anzi lo richiede. Non si può dire di onorare Dio e poi voltarsi dall’altra parte davanti a chi ha bisogno.

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La carità è sempre il criterio più alto. Il vero culto che piace a Dio passa dalla misericordia, dalla compassione, da gesti che salvano, anche se rompono gli schemi. A volte, per essere davvero religiosi, dobbiamo avere il coraggio di infrangere certe rigidità religiose, quando esse ci impediscono di amare.

Ecco allora l’invito: non lasciamo che le nostre abitudini religiose ci rendano ciechi alla sofferenza degli altri. Quando il bene bussa alla porta, anche se è “sabato”, apriamo il cuore. Perché Dio è lì, proprio lì, dove c’è qualcuno che ha bisogno di essere tirato fuori dal pozzo.