fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 30 Gennaio 2026

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A noi piacerebbe raccogliere i frutti del nostro lavoro, vedere come la pace che seminiamo riesce ad attecchire, come il bene che doniamo genera amore.

Ci piacerebbe controllare tutto, capire subito dove porteranno i nostri gesti, misurare ogni risultato. Ma la verità è che a volte perdiamo la speranza, perché non vediamo nulla cambiare, nulla crescere.

Ed è proprio allora che la parola di Gesù ci sorprende e ci consola: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce». Gesù ci ricorda che il bene ha una forza sua, silenziosa ma reale, che non dipende dal nostro controllo. Anche quando noi non vediamo niente, anche quando sembra tutto fermo, Dio continua a lavorare sotto la superficie.

La nostra parte è seminare con generosità, senza pretendere di vedere subito il raccolto. Perché il regno di Dio cresce nelle notti della vita, nei momenti in cui non ce ne accorgiamo, nelle pieghe della storia che sembrano vuote.Allora non scoraggiarti: il bene che fai non è mai inutile.

Ogni gesto di pace, ogni parola buona, ogni atto di perdono è un seme che Dio custodisce. E arriverà il tempo in cui vedrai che quel seme ha messo radici.
Continua a seminare, e lascia che Dio faccia crescere.

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