fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 28 Marzo 2024

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Lโ€™ultima cena: per lโ€™ultima volta Gesรน cena con i suoi discepoli, celebra con loro la cena della Pasqua ebraica, secondo la tradizione dellโ€™antica religione ebraica, in memoria della liberazione del popolo dโ€™Israele dalla schiavitรน egiziana.

รˆ un momento carico di tensione sia a causa della Passione che si avvicina e anche a causa del tradimento di Giuda che sta per compiersi. Ma nonostante tutto Gesรน ci tiene a celebrare questa cena e dice perfino: Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire.

Gesรน ci tiene moltissimo, perchรฉ quello che sta per fare diventerร  il sacramento dellโ€™Eucarestia. Quella cena, compiuta duemila anni fa, รจ diventata la celebrazione dellโ€™Eucarestia che viene celebrata ogni giorno, in ogni parte del mondo; ed รจ il punto di unione di tutta la comunitร  cristiana che si riunisce attorno ad un altare per incontrare Gesรน che si dona a noi con il suo corpo e con il suo sangue, con la sua umanitร  e la sua divinitร , con la sua materialitร  e la sua spiritualitร .

Gesรน si dona per essere mangiato e bevuto, che sarebbe una cosa orribile se non ne comprendiamo il significato spirituale. Mangiare lโ€™Eucarestia significa accogliere Gesรน dentro di noi affinchรฉ diventi parte della nostra stessa vita.

Una accoglienza che richiede una partecipazione spirituale a ciรฒ che stiamo facendo. Non dimentichiamoci che anche Giuda ha mangiato di quel pane prima di tradire Gesรน. Quindi la comunione con Gesรน non puรฒ avvenire solo mangiando lโ€™ostia consacrata, serve anche una comunione di intenti, una sintonia spirituale, e allora si che veniamo trasformati dallโ€™incontro con Lui.

Io credo che lโ€™Eucarestia sia veramente un dono immenso che Gesรน ha lasciato alla sua Chiesa, e non lo dico solo per fede, ma anche dal punto di vista pratico….

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