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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 27 agosto 2026

A volte ci accorgiamo troppo tardi che qualcuno aveva bisogno di parlarci. Magari quella persona ci aveva cercato, aveva fatto una battuta, aveva detto una frase un po’ strana, aveva provato ad avvicinarsi.

Ma noi eravamo presi da mille cose: messaggi, impegni, problemi, pensieri. E così non abbiamo capito. Solo dopo ci siamo detti: “Forse voleva dirmi qualcosa. Forse aveva bisogno di me”.

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Gesù nel Vangelo ci dice: “Vegliate”. In parole semplici vuol dire: non vivere distratto. Non passare le giornate con il cuore spento, sempre di corsa, sempre chiuso nei tuoi pensieri.

Dio bussa alla nostra porta, ma spesso bussa piano. Non sempre arriva con grandi segni. A volte arriva attraverso una persona che ha bisogno di essere ascoltata, un familiare che è più triste del solito, un amico che manda un messaggio, qualcuno che ci chiede solo un po’ di attenzione.

Il rischio è dire sempre: “Dopo”. Dopo ascolto, dopo chiamo, dopo cambio, dopo prego, dopo mi fermo. Ma tante volte il bene va fatto quando passa. Perché certe occasioni, se le perdiamo, non tornano uguali.

Gesù non ci vuole spaventare. Ci vuole svegliare. Ci dice: “Stai attento alla vita. Stai attento alle persone. Stai attento a Dio che passa nelle piccole cose”.

Allora chiediamo al Signore un cuore più sveglio. Meno preso da sé stesso, più capace di accorgersi degli altri. Perché ogni volta che ascoltiamo qualcuno, ogni volta che ci fermiamo, ogni volta che rispondiamo a una piccola richiesta di amore, Dio entra nella nostra casa. E ci trova pronti.

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