Il Signore spesso ci coglie di sorpresa. Noi pensiamo di conoscerlo già, di sapere come dovrebbe parlare, dove dovrebbe farsi trovare, quali strade dovrebbe usare. E invece Dio arriva in modo inatteso, attraverso una persona, una parola semplice, un incontro normale, una circostanza che non avevamo previsto.
Nel Vangelo, Natanaele non si aspetta nulla di buono da Nazaret. Ha già un giudizio pronto, una risposta pronta, una porta chiusa. Eppure proprio da lì, da quel luogo che lui non considera importante, arriva la sorpresa più grande: l’incontro con Gesù.
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Questo accade anche a noi. A volte pensiamo che il Signore debba raggiungerci solo nei momenti solenni, nelle grandi esperienze spirituali. Invece spesso ci raggiunge dentro la vita di ogni giorno: in una conversazione, in una fatica, in una delusione, in una persona che ci invita a guardare meglio.
A volte viene a smontare i nostri pregiudizi, ad aprire una porta dove noi vedevamo solo un muro, a mostrarci una possibilità dove noi avevamo già deciso che non c’era nulla da sperare.
E la cosa più bella è che Gesù conosce Natanaele prima ancora che Natanaele conosca lui. Questo significa che il Signore non arriva da estraneo. Quando ci sorprende, non lo fa per confonderci, ma per rivelarci che ci conosce da sempre, ci vede da sempre, ci ama da sempre.
Allora non chiudiamo troppo in fretta il cuore.
Non diciamo subito: “Da qui non può venire niente di buono”. Forse proprio da lì il Signore vuole sorprenderci. Forse proprio attraverso quella persona, quella giornata, quella situazione, Gesù ci sta dicendo: “Vieni e vedrai”.
Lasciamoci sorprendere da Dio. Perché quando il Signore entra nella nostra vita, anche quello che sembrava piccolo e insignificante può diventare l’inizio di una grande luce.
