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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 23 novembre 2025

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Sopra la croce di Gesù era scritta una frase che voleva essere un insulto: «Costui è il re dei Giudei». Con quella scritta Ponzio Pilato si prendeva gioco di Gesù e di tutto il popolo ebraico.

Eppure, proprio lì, in quel momento di dolore e di umiliazione, si manifesta la verità più profonda sul suo regno. Gesù è re, ma non come i re di questo mondo: non domina con la forza, non impone leggi con la paura, non possiede ricchezze o eserciti. Il suo trono è la croce, il suo scettro è il perdono, la sua corona è fatta di spine.

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Gesù è un re che serve, un re che ama fino alla fine, un re che regna non con il potere, ma con la misericordia. È re perché nessuno ha amato come Lui. È re perché nel suo cuore c’è posto per tutti, anche per chi lo tradisce, per chi lo condanna, per chi lo dimentica.

E ancora oggi Gesù continua a essere re nella nostra vita ogni volta che scegliamo l’amore invece dell’odio, la pace invece della vendetta, la verità invece della menzogna. È re quando lo lasciamo regnare nei nostri cuori, quando permettiamo al suo Spirito di guidarci nelle scelte quotidiane.Il

suo regno è silenzioso, ma reale. Non si impone, ma trasforma. E chi si lascia toccare da questo Re, scopre la libertà vera, quella che nasce dal sapere Gesù ci ha amati fino alla croce.

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