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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 22 Gennaio 2025

Gesù pone loro una domanda semplice ma profonda: “È lecito di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?” Di fronte al loro silenzio ostinato, il Vangelo ci dice che Gesù si indigna e si rattrista per la durezza del loro cuore.

Questo momento mi tocca profondamente. Pensare che Gesù possa essere indignato e rattristato per la durezza del mio cuore mi fa riflettere sul mio atteggiamento nei confronti degli altri e della vita. Quante volte anch’io, come i farisei, metto le regole, il giudizio o il mio egoismo davanti all’amore? Quante volte chiudo il mio cuore di fronte a chi ha bisogno di aiuto o di perdono?

La durezza di cuore è un rifiuto dell’amore, un’incapacità di vedere l’altro come fratello o sorella. È quella resistenza interiore che mi fa preferire la comodità al sacrificio, il giudizio alla misericordia, l’indifferenza all’empatia.

Gesù non si limita a condannare questa durezza; ne è profondamente addolorato, perché sa che chi ha il cuore chiuso si priva della gioia di amare e di essere amato.

Ma c’è speranza: Gesù non si arrende davanti alla durezza del mio cuore. Con il suo sguardo d’amore, con le sue parole di verità, con la sua pazienza infinita, continua a chiamarmi alla conversione.

Mi invita ad aprire il cuore, a lasciarmi guarire dalle sue mani e a vivere come Lui, mettendo l’amore al centro di ogni mia azione.

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