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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 20 Giugno 2025

Gesù, nel Vangelo, ci dice: «Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà nella luce». È una frase che, a prima vista, può sembrare misteriosa, ma in realtà ci offre un insegnamento molto concreto per la vita di ogni giorno.

Lo sguardo di cui parla Gesù non è solo quello fisico, ma è il modo in cui guardiamo il mondo, le persone, le situazioni e anche noi stessi. Avere un occhio “semplice” significa saper vedere con purezza, con sincerità, senza complicazioni, senza malizia o giudizi affrettati. È lo sguardo di chi cerca il bene, di chi non si lascia accecare dall’invidia, dall’avidità o dai pensieri negativi.

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Quando impariamo a guardare così, con uno sguardo limpido, tutto dentro di noi cambia: i pensieri si fanno più sereni, il cuore si alleggerisce, e sentiamo una luce interiore che ci guida e ci dà pace. Al contrario, quando il nostro sguardo è appesantito da giudizi, sospetti o desideri egoisti, anche l’anima si oscura e ci sentiamo più inquieti, più chiusi.

Forse oggi possiamo fare un piccolo passo in questa direzione. Quante volte, senza neanche rendercene conto, guardiamo gli altri con diffidenza o con giudizio? Basta uno sguardo o un pensiero per etichettare una persona: “questo non mi piace”, “quella persona mi ha deluso”, oppure “è meglio di me”. E così il nostro sguardo si complica, perde la semplicità di chi sa vedere con amore.

Allora, oggi, potremmo provare a cambiare prospettiva. Davanti a chi ci sta accanto, soprattutto davanti a chi ci risulta più difficile da accettare, fermiamoci un attimo e chiediamoci: “Come vedrebbe questa persona Gesù?” Proviamo a cercare il bene, anche dove non sembra evidente. Scopriremo che, piano piano, quello sguardo semplice e luminoso che Gesù ci invita ad avere non solo illumina chi guardiamo, ma trasforma noi stessi, portando luce e pace dentro di noi.