Beati i liberi di cuore perché porteranno gioia – Venerdì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
+ Dal Vangelo secondo Matteo Mt 6,19-23
Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
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«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
Beati i liberi di cuore perché porteranno gioia
Due messaggi vengono offerti oggi attraverso le parole di Gesù. Da una parte il Maestro rivolge l’invito a investire bene le risorse della vita perché essa non vada perduta. Dall’altra bisogna verificare i nostri desideri e cioè in quale direzione ci portano.
L’immagine dell’occhio come lucerna suggerisce il fatto che se cerchiamo il volto di Dio e ci lasciamo illuminare da Lui, allora tutta la vita è avvolta da una luminosità che la rende bella come quella dell’oro, simbolo della santità. San Pietro ricorda: «dovete splendere come astri nel cielo in mezzo ad una generazione degenere».
Il mondo in cui viviamo ci spingerebbe a essere egoisti e ricercare il piacere nella soddisfazione degli istinti. Questo tipo di logica crea competizione e aggressività al punto spesso di farci esclamare amaramente: «che brutto mondo!». In realtà il mondo è privo di colore, sapore, luminosità senza il nostro impegno a colorarlo con l’amore fraterno, a dargli sapore con la cura reciproca, a dargli luminosità portando Dio.
La sfida entusiasmante dell’uomo non è la gara a chi accumula beni materiali con avidità, ma a chi rende il mondo che abita migliore di come lo ha trovato. La vera ricchezza non consiste nel possedere cose che la morte trattiene e consuma, ma nel crescere nella relazione con Dio, il vero tesoro che nessuno può strapparci o può corrompere.
Quando tutto ciò che facciamo è finalizzato alla comunione con Dio e tra di noi costruiamo il mondo migliore che desideriamo, il regno di Dio di cui siamo principi.
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Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“
