Gesรน arriva in una regione straniera e incontra due uomini posseduti da spiriti impuri. Sono violenti, vivono tra le tombe, isolati da tutto e da tutti. Ma appena Gesรน si presenta, qualcosa cambia: i demoni riconoscono la sua presenza, ne hanno timore, e sono costretti a uscire. ร un incontro dirompente, che trasforma tutto.
Anche noi, nel nostro quotidiano, facciamo i conti con โdemoniโ che non hanno corna o catene, ma che sanno legarci lo stesso. A volte si nascondono dietro la rabbia che ci rovina le relazioni, o in quelle parole non dette che creano distanza. Altre volte abitano nella paura che ci blocca, o in un senso di colpa che non riusciamo a perdonare. Cโรจ chi lotta con la solitudine, chi con lโinvidia, chi con pensieri ricorrenti che rubano la pace, la salute, la gioia.
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La buona notizia รจ che Gesรน non ha paura dei nostri demoni. Anzi, li affronta. Non fugge davanti alle nostre ferite, non si scandalizza delle nostre debolezze. Lui entra proprio lรฌ, dove fa piรน male, e ci offre una via dโuscita. Ci libera, ci guarisce, ci restituisce a noi stessi e agli altri.
Eppure, il Vangelo ci racconta anche una reazione sorprendente. La gente del villaggio, invece di essere felice per la liberazione di quei due uomini, chiede a Gesรน di andarsene. Come se il cambiamento facesse piรน paura del male.
ร un paradosso, ma ci riguarda da vicino. Perchรฉ anche noi, a volte, preferiamo restare legati a ciรฒ che conosciamo โ anche se ci fa male โ piuttosto che affidarci a qualcosa di nuovo, di vero, di liberante.
Ma se oggi lasciassimo entrare Gesรน davvero? Se gli permettessimo di toccare ciรฒ che ci spaventa di piรน? Potremmo riscoprire la bellezza di relazioni guarite, di una pace interiore ritrovata, di un cuore libero.
Gesรน non forza mai la porta: aspetta che siamo noi ad aprirla. E quando lo facciamo, la vita cambia davvero.
