- Pubblicità -

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 19 Gennaio 2025

Il racconto delle nozze di Cana ci parla di quello che avviene nella nostra anima: delle anfore vuote, simbolo dei nostri cuori quando la gioia sembra venir meno e la malinconia prende il sopravvento.

In quel momento di vuoto, Maria si accorge della necessità e intercede presso Gesù, che compie il miracolo trasformando l’acqua in vino, segno della sovrabbondanza della grazia divina.
Anche noi, a volte, ci sentiamo come quelle anfore vuote, privi di forza e appesantiti dalla malinconia. Tuttavia, il Vangelo ci insegna che non dobbiamo rassegnarci a rimanere vuoti.

Gesù è sempre pronto a intervenire nella nostra vita, ma chiede un atto di fiducia da parte nostra: riempire le anfore, cioè fidarci di lui e offrire quello che abbiamo, anche se ci sembra insufficiente o banale.

Il vino nuovo, che è simbolo della gioia e della presenza di Dio, non arriva attraverso un gesto magico, ma attraverso la collaborazione tra l’umano e il divino. È nell’atto semplice di riempire le anfore che si apre lo spazio per l’intervento di Gesù. Questo ci ricorda che, anche nei momenti di maggiore tristezza, possiamo fare piccoli passi concreti per riempire i nostri vuoti con la grazia di Dio: pregare, accostarci ai sacramenti, affidare a Lui le nostre pene.

La malinconia non deve avere l’ultima parola. Come Maria ci insegna, possiamo rivolgerci a Gesù con fiducia, certi che lui sa trasformare la nostra acqua in vino, il nostro vuoto interiore in abbondanza e la nostra tristezza in gioia piena.

Unisciti a noi per un cammino di fede e preghiera comunitario.

Fonte